martedì 29 ottobre 2013

Panasonic GF6, la prova sul campo e le fotografie

La Panasonic GF6, con pochi, significativi interventi (lo schermo ribaltabile di 180° "per farsi l'autoscatto", il WiFi e la funzione NFC per condividere rapidamente le foto), finalmente acquista una sua precisa identità. Come premio, me la sono portata a fare una passeggiata nel bosco.

Fotografia della Panasonic Lumix DMC GF6

La storia della serie GF di Panasonic è la storia di un parricidio: dopo aver inventato la GF1, la fotocamera che ha lanciato il fenomeno mirrorless, Panasonic con poche, semplici mosse ha ammazzato questa sua creatura. Nelle successive versioni (GF2, GF3, GF5), infatti, le GF si sono sempre più orientate al mercato delle compatte, ma senza troppa convizione.

Ora, con la presentazione della Panasonic GF6 e con il lancio della serie GX, chiaramente rivolta ai fotoamatori più sfegatati, ogni dubbio è tolto: la GF è dedicata a chi proviene dal mondo delle compatte/smartphone e vuole "qualcosa in più", senza perdere nulla in termini di facilità d'uso e di comodità di condivisione delle immagini.

E la GF6, grazie al monitor touch screen, ai pochi comandi fisici che non spaventano, al WiFi che rende facile la condivisione delle immagini, centra perfettamente l'obiettivo.
In aggiunta, rispetto ad una compatta o ad uno smartphone la GF6 offre l'accesso al sistema micro quattro terzi (attualmente uno dei più interessanti da seguire), una qualità d'immagine notevole, un autofocus veloce e preciso e la consueta, piacevole esperienza d'uso tipica dei prodotti Panasonic (almeno, di quelli da me provati, Panasonic G5 e Panasonic LF1 in testa).
E il WiFi non permette solo di condividere le fotografie sul web, ma anche un ampio controllo della macchina fotografica da remoto. Inoltre, grazie alla tecnologia NFC, l'impostazione della funzione di condivisione è estremamente facile e rapida, e l'utilizzo piuttosto intuitivo (è necessario scaricare e installare l'apposita applicazione Panasonic "Image App").
Il monitor, touch screen e basculante (può essere completamente girato a 180°), svolge ottimamente il suo compito; la possibilità di orientarlo, inoltre, facilita la composizione della fotografia anche in condizioni di forte illuminazione.

Fotografia del monitor orientabile della Panasonic GF6

Il sensore, pur non all'altezza della concorrenza della Olympus (almeno secondo i dati del laboratorio DxOmark), nell'uso reale è comunque estremamente buono; anzi, provate ad abbinargli un'ottica fissa (una qualsiasi dal ricco catalogo delle ottiche disponibili per il sistema micro 4/3) e vedrete la differenza rispetto all'ottica base.
Un'appunto: se fotografate all'aperto, in una giornata luminosa, provate a sottoesporre lievemente: i colori salteranno fuori in modo incredibile e le ombre, tutto sommato, reggono (nella foto qui sotto, la porzione di sinistra è stata leggermente sottoesposta rispetto alla lettura consigliata dalla GF6, sulla destra).


Ovviamente la Panasonic GF6 ha dei limiti, il primo e più evidente dei quali è l'assenza di una slitta per il flash, che rende anche impossibile utilizzare un mirino esterno.
Del mirino esterno, grazie all'ottimo monitor, non si sente una grande mancanza.
Quanto al flash, se non si hanno grandi esigenza quanto a uso della luce artificiale il flash incorporato fa bene il suo lavoro, ed è sufficientemente potente. Inoltre, anche se dubito che sia stato progettato con questa finalità, è possibile orientare la testa del flash verso l'alto, per far rimbalzare la luce sul soffitto ed ottenere un'illuminazione più diffusa (nella foto qui sotto, a sinistra il flash diretto, a destra il flash indiretto).


La costruzione rivela la posizione intermedia di questa fotocamera: la struttura è solida, ed in mano la GF6 dà una bella sensazione di robustezza. I pulsanti e la ghiera posteriori, invece, sono un po' "plasticosi" nell'aspetto e al tatto. Svolgono comunque bene il loro compito, e questo è quello che in realtà conta.
Il monitor si muove liberamente, senza giochi, e offre una giusta resistenza al tatto.
Quanto al resto, la GF6 è realizzata bene, si vede e si sente.

E veniamo all'aspetto più venale: il prezzo. La Panasonic GF6 costa, con l'ottica in kit, attorno ai 540 euro (ma la variabilità dei prezzi su internet e nei negozi è piuttosto importante).
Con una cinquantina di euro in meno si può comperare la Fujifilm X-A1, che ha un sensore più grande (APS-C) ma non il monitor touch screen ne, al momento, il controllo da remoto via smartphone; spendendo qualcosa in più si può portare a casa l'Olympus E-PL5, che ha un sensore più performanete e stabilizzato, ma ha un monitor meno definito ed è priva delle funzioni di connettività e di controllo remoto della fotocamera.

In conclusione
Se, molto probabilmente, l'appassionato può trovare nel catalogo Panasonic prodotti più adatti a soddisfare le proprie esigenze, la Panasonic GF6 è un'ottima proposta per chi vuole abbandonare il mondo delle compatte / smartphone per addentrarsi nel mondo delle ottiche intercambiabili.

Bene, ho scritto anche troppo. Largo alle fotografie scattate con la GF6 nel corso di una scampagnata.

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ISO 250

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Giovanni B.

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