lunedì 29 luglio 2013

100 ritratti prima di morire, di Giles Duley

No, il titolo non è esagerato: Giles Duley è un fotografo britannico che per un decennio si dedica al ritratto, prima di "passare" alla fotografia documentaria e al reportage fotografico. Nel 2011, durante un servizio in Afganistan, rimane seriamente ferito in seguito allo scoppio di una mina, che gli amputa gambe e braccio sinistro:
«Pensai: "la mano destra?, gli occhi" - e capì che questi erano salvi - "OK, posso lavorare» (The New York Times)

Nei lunghi mesi trascorsi nel letto di un ospedale, tra un operazione e l'altra, inizia a pensare a cosa gli sarebbe piaciuto fare se avesse avuto la possibilità di tornare a fotografare:
«Steso nel letto, intrappolato nel mio corpo, visualizzavo tutti i ritratti che avrei voluto fare, consapevole del fatto che probabilmente non ne avrei mai avuto la possibilità. Non era una lista di eroi o di miti; piuttosto un elenco delle persone che avevano contribuito a formare la mia identità culturale o la cui straordinaria personalità mi aveva attratto.»

Contrariamente alle sue previsioni, dopo due anni, 30 operazioni e una lunga operazione, è di nuovo in grado di fotografare. E così inizia il suo progetto: 100 ritratti che voglio realizzare prima di morire.

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