martedì 31 gennaio 2012

Domani arriva la mirrorless di Pentax (la Pentax K-01?)

Tra Fuji (che ha presentato nelle scorse settimane la fascinosa Fujifilm X-Pro1) e Olympus (che il prossimo 8 febbraio dovrebbe presentare la sua PEN professionale, forse chiamata Olympus OM-D), quasi in sordina si inserisce la Pentax che domani 2 febbraio presenterà la Pentax K-01, una mirrorless con sensore APS-C anni luce lontana dall'esperimento della Pentax Q (che ha un po' deluso le aspettative di qualche fotografo).

Con la Pentax K-01, Ricoh cambia completamente registro. Ecco le caratteristiche trapelate* fino ad ora:
  • attacco per ottiche Pentax K;
  • compatibilità con la maggior parte delle ottiche Pentax FA;
  • medesimo sensore della Pentax K-5 (16.3 Megapixel);
  • medesimo monitor della Pentax K-5 (3.0 pollici, 921k pixel);
  • registrazione di video in Full HD;
  • ingresso per microfono esterno;
  • tempi di scatto dal 30 a 1/4000 di secondo;
  • autofocus a misurazione del contrasto, "AF 81, Split"**;
  • peso 560g con la batteria;
  • rivestimento del corpo macchina e dell'ottica in materiale gommoso, per una migliore presa;
  • dimensioni: lunghezza 12,1 cm, altezza 7,9 cm, profondità 5,9 cm. Onestamente sono misure un po' strane; giusto per fornire un riferimento, la OLympus PEN E-P3 è larga 12,2 cm, alta 6,9 cm e profonda 3,4 cm; la Fujifilm X-Pro1 è larga 13,9 cm, alta 8,1 cm e profonda 4,2 cm. Il che mi fa pensare che la profondità sia misurata con l'ottica in kit e che il corpo macchina possa avere il mirino centrale come la Pentax K-1000 (della quale riprende anche lo stile della lettera "K"), anche se i disegni che circolano non vanno in questa direzione;
  • ottica in kit: Pentax DA 40mm f/2.8XS, alta un solo centimetro;
  • disponibile in tre colori: bianco e nero; nero e bianco, bianco e giallo (!);
  • con la Pentax K-01 dovrebbero, infine, essere presentate tre nuove lenti.
* Fonte Photorumors
** Non sono riuscito a capire cosa si intenda con "AF 81, Split" (forse il rilevamento della fase?)

Brian Duffy in mostra a Firenze

Brian Duffy. Il nome potrebbe anche non dirvi nulla. Dubito, ma può essere. Ma le sue foto è molto, molto probabile che le abbiate viste.
Negli anni '60 e '70 ha creato le icone fotografiche dei personaggi (attori, musicisti, scrittori) dell'epoca. Poi, nel 1979, raccolse tutti i suoi lavori, diede loro fuoco e chiuse così la sua carriera di fotografo.
Grazie ad un lungo lavoro di ricerca è stato possibile recuperare 160 delle sue opere, parte delle quali saranno in mostra fino al 25 marzo al Museo nazionale Alinari della fotografia, a Firenze.
Di seguito il comunicato stampa.

David Bowie fotografato da Brian Duffy


Duffy - A photographic genius
12 gennaio - 25 marzo 2012

Il Museo Nazionale Alinari della Fotografia presenta la prima retrospettiva completa di Brian Duffy, l'uomo che rivoluzionò il modo di fare immagini di moda.
La prima importante esposizione dedicata all'attività di Brian Duffy (1933-2010), il leggendario fotografo inglese, aprirà il programma espositivo del MNAF 2012. La mostra arriva in prima assoluta in Italia dopo il grande successo ottenuto alla Idea Generation Gallery di Londra. L' evento è inserito nelle manifestazioni di Pitti Immagine Uomo 81.
Celebrato autore di tante immagini della Swinging London e famoso per le sue fotografie a musicisti, attori e modelle, Duffy ha creato il culto del fotografo di moda mettendo se stesso al centro della passerella, insieme a modelle e celebrità.
All'apice della sua carriera, nel 1979, Duffy ha lasciato la fotografia. Ha radunato la maggior parte dei suoi lavori nel giardino dietro casa e ne ha fatto un falò. Faticosamente, dopo anni di ricerca tra gli archivi e le pubblicazioni di tutto il mondo, il figlio Chris ha recuperato 160 fotografie. L'insieme di immagini iconiche, rare e inedite che ne è risultato, offre un vero e proprio catalogo dell'iconografia culturale degli anni '60 e '70: dai mitici divi di Hollywood da Michael Caine e Sidney Poitier alle grandi rock star John Lennon, David Bowie e Debbie Harry, dalle bellezze di quegli anni Jean Shrimpton e Joanna Lumley alla leggenda letteraria William Burroughs, e molti altri ancora.
Una selezione di 80 fotografie, tra quelle recuperate da Chris Duffy, viene esposta oggi a Firenze, in una mostra che si può dire essere letteralmente sorta dalle ceneri.
La raccolta di opere in mostra consolida stabilmente il ruolo di Duffy nella fotografia inglese come membro della famosa 'Black Trinity' (con David Bailey e Terence Donovan), il trio che definì il linguaggio visivo della Swinging London degli anni Sessanta.
Dalle pagine di "Harper's Bazar" a quelle di "Vogue", gli anni Sessanta sono stati immortalati dai suoi memorabili scatti. Nella sua carriera Duffy ha collaborato con le riviste "Glamour", "Esquire", "Town Magazine", "Queen Magazine", "Elle", "The Observer", "The Times" e "The Daily Telegraph". Tante sono state le star della musica da lui fotografate: The Shadows, The Hollies, Jane Birkin, Black Sabbath, Frankie Miller, Marianne Faithfull, Blondie, John Lennon e Paul McCartney.
Dal 1957, quando inizia a lavorare per British Vogue come fotografo di moda, Duffy ha realizzato numerosi ritratti di molti artisti, muovendosi tra il cinema, la musica, la pubblicità, la moda e la letteratura. È sua la copertina del disco "Aladdin sane" (1973) che, mostrando un David Bowie con del pesante make-up a forma di fulmine sul volto, è diventata fin da subito un'icona pop. Le stesse copertine di "The Lodger" (1979) e "Scary Monsters" (1980) sempre di Bowie suscitarono un certo scalpore alla loro uscita come il discusso servizio della giovanissima Amanda Lear per la rivista Nova.
Nel 2009, spinto dal figlio, Duffy per un breve periodo ha ricominciato a fotografare dedicandosi ad alcuni soggetti già ritratti nei primi anni della sua carriera. Nel 2010 la BBC ha presentato un documentario a lui dedicato: "The man who shot the Sixties" .

lunedì 30 gennaio 2012

Fotografia, qualche idea per migliorare il proprio business

C'è un bell'articolo di Charlie Borland (ProNature Photographer) ricco di spunti e idee per dare nuova linfa al proprio business fotografico.

Spinto dai cambiamenti del mercato ("15 years ago I had a six figure income from stock image sales and today only a fraction of that"), Charlie riflette a voce alta sulle strategie che può adottare per riguadagnare terreno in un mercato che è profondamente cambiato, senza dover entrare nella spirare della riduzione dei prezzi.

Condivisibili o meno che siano le sue idee, mi sembra che possano essere d'aiuto per ridefinire l'offerta dei propri servizi fotografici.

domenica 29 gennaio 2012

Josef Hoflehner, le città in bianco e nero

Segnalo i bellissimi panorami cittadini, in bianco e nero, di Josef Hoflehner (New York, Parigi, Dubai, Sydney, Singapore, Chicago, Istanbul, San Pietroburgo, Tokyo...).

venerdì 27 gennaio 2012

Scheda Fujifilm X-Pro1

Fotografia della Fujifilm X-Pro1

Descrizione sintetica
La Fujifilm X-Pro1 è una mirrorless di fascia alta, pensata per un pubblico professionale e di amatori evoluti, che porta in dote un innovativo sensore APS-C da 16 megapixel (denominato X-Trans CMOS), un mirino ibrido ottico/elettronico (già visto sulla Fujifilm Finepix X100) e un nuovo attacco X per il montaggio dell’obiettivo.
Il sensore è forse l'elemento più innovativo: Fujifilm ha sviluppato una nuova matrice CFA (CFA – Color Filter Array) che si ispira alla casuale disposizione della grana nella pellicola, eliminando la necessità di un filtro ottico passa-basso per risolvere i problemi del moiré e dei falsi colori.

Il rivoluzionario mirino ibrido di FUJIFILM è apparso la prima volta nella X100; a seconda delle proprie abitudini o necessità, è possibile scegliere tra il mirino ottico, per un’immagine più reale possibile, o elettronico, per avere tutte le informazioni in tempo reale.

L'attacco FUJIFILM “X-Mount” ha una distanza della flangia posteriore rispetto al piano del sensore si 17,7 millimetri. L'ampia apertura consente, inoltre, di montare l'obiettivo più a fondo all'interno del corpo - fino a circa 7,5 millimetri dalla superficie di montaggio - riducendo al minimo la distanza di “back focus” di ogni lente per ottenere un’elevata risoluzione fino al bordo dell'immagine.

La X-Pro1 offre, tra le altre cose, le opzioni di bracketing “Simulation Film” (insieme al bracketing AE, Dynamic e ISO), per riprendere la stessa scena in differenti modalità di simulazione della pellicola ("Film Simulation"), ovvero la modalità con la quale la X-Pro1 simula i colori e le qualità tonali della Velvia, dell'ASTIA e della PROVIA.

Per completare questo sintetico quadro: gamma ISO da 200 a 6400 (espandibile fino a 25.600); possibilità di salvare la fotografia contemporaneamente in formato raw e jpeg; misurazione dell'esposizione su 256 zone; acquisizione di video (H.264) in fullHD (1080@24 fps); monitor LCD da 3 pollici e 1.230k pixel; flash esterno tramite hot-shoe; syncro flash a 1/180 di secondo; peso di 450g (incluse le batterie) e dimensioni di 140x82x43 mm.

Sul sito del produttore
Sito dedicato
Manuale d'uso
Scheda tecnica
Immagini di esempio
Comunicato stampa

Articoli
Fujifilm X-Pro1, la mirrorless della Fuji a obiettivi intercambiabili
Fujifilm X-Pro1, Sony Nex-7 e Leica M9
Le prime fotografie scattate con la X-Pro1

Prove
Vlad Dodan

Pareri

Le prime fotografie scattate con la X-Pro1

Questa di Vlad Dodan è la prima recensione della Fujifilm X-Pro1 scovata in rete a pubblicare delle fotografie scattate con la nuova fotocamera (se escludiamo, ovviamente, quelle "ufficiali" pubblicate da Fuji sul proprio sito).

E, quindi, è il primo test che affronta l'apetto della qualità delle immagini che si può ottenere dalla X-Pro1 abbinata alle nuove ottiche presentate dalla Fuji. Tutte, come oramai noto, a focale fissa (18mm f/2, 35mm f/1.4, 60mm f/2.4).

Quanto costa un fotografo di matrimonio?

E la domanda che segue immediatamente dopo è: perchè costano così tanto?
(Ovvero, una tragicommedia in due atti e un epilogo)


Scene di matrimonio - Atto I
Una signorina americana, in procinto di convolare a felici nozze, si è dovuta porre la medesima, prima domanda: "quanto costa un fotografo di matrimonio?"
Raccolti un po' di preventivi, si è inevitabilmente posta anche la seconda domanda: "!@xx, com'è possibile che costino così tanto?"
Però, invece di limitarsi a pensarlo tra se e se (come fanno tutti gli altri), ha preferito prendere carta e penna e condividere i suoi pensieri su craiglist: com'è possibile che un fotografo di matrimonio costi 3.000 dollari per un giorno di fotografie? E' un furto. Nessuno di noi guadagna 3.000 dollari al giorno. E poi, 3.000 dollari per che cosa? Per starsene tutto il giorno ad un party a scattare foto?!

Scene di matrimonio - Atto II
Nikki Wagner, che di professione fa (anche) la fotografa di matrimoni, l'altro giorno riceve un e-mail, da un amico, che gli segnala l'invettiva della signorina.
In un primo momento pensa di ricorrere ad una nutrita serie di insulti. Poi si ricorda, provvidenzialmente, di essere sì una fotografa, ma anche (evidentemente) una nobildonna.
E si mette a fare due conti: quanto spendo per questo, quanto per quello etc
E, anche lei, decide di non tenere questi conti per se, ma di condividerli con il popolo del web.

Scene di matrimonio - Epilogo
Se siete fotografi di matrimonio, questa storia potrebbe interessarvi veramente tanto. La trovate qui.

Il prezzo della Fujifilm X-Pro1 (e il download del manuale utente!)


Manuale d'uso della Fuji X-Pro1
La Fujifilm X-Pro1 è in pre-vendita in Giappone al prezzo (solo corpo) di ¥135.000 (circa $1.750); questo conferma che il prezzo di vendita negli Stati Uniti potrebbe realmente essere attorno ai 1.600-1.700$, come già anticipato.

Ma la cosa più interessante per chi è interessato all'acquisto di questa fotocamera è che è possibile scaricare, dal sito della Fuji, il manuale utente della Fujifilm X-Pro1 (in inglese) e curiosare così tra le sue caratteristiche. E così avete anche una lettura interessante per questo fine settimana. :)

Fonte: PetaPixel.

giovedì 26 gennaio 2012

Metti a confronto tutte le fotocamere che vuoi



Camerasize cresce, non solo nei consensi raccolti, ma anche (e soprattutto per quanto mi riguarda) nelle funzioni che mette a disposizione.

Adesso, dopo uno degli ultimi aggiornamenti, è possibile mettere a confronto tutte le macchine fotografiche che si vuole, e poi ordinarle per altezza, peso, larghezza o lunghezza.

Se, ad esempio, vuoi sapere qual è la più pesante tra Nikon 1 V1, Olympus PEN E-P3, Panasonic Lumix DMC-GX1 e Sony NEX 7 (praticamente il top tra le mirrorless) ti basta cliccare qui.

Oppure puoi mettere a confronto Davide e Golia, ovvero la Pentax Q e la Nikon D3x. Il risultato è questo, e si apprezzano le dimensioni veramente lillipuziane della Pentax.


Vuoi vedere come funziona? Dai un'occhiata al video qui sotto.

I 5 finalisti dell'Aperture Portfolio Prize 2011

Lisa Lindvay, Andrew McConnell, Sarah Palmer, Louie Palu, Brunet Thibault sono i cinque finalisti che si contenderanno l'Aperture Portfolio Prize.

Spulciando sui rispettivi siti, il lavoro che più mi ha colpito è quello di Lisa Lindvay, che esamina gli effetti della malattia mentale della madre sulla propria famiglia. Un portfolio nudo e crudo.
Molto personale e originale lo stile dei lavori di Brunet Thibault, tra i quali è assolutamente da citare Karachi e Open World.

mercoledì 25 gennaio 2012

Scheda Olympus PEN E-P3

Fotografia della fotocamera Olympus PEN E-P3 nera
Descrizione sintetica
Una fotocamera mirror-less Micro QuattroTerzi (Micro Four Thirds System) da 12.3Mpix di nuova generazione con un Autofocus da record (si vanta di essere il più veloce disponibile attualmente sul mercato grazie alla Frequency Acceleration Sensor Technology in uso) con 35 punti separati di messa a fuoco e AF Illuminator per compensare eventuali condizioni di luce non adeguate.
Display OLED da 3-pollici (614k) touch-sensitive, processore Olympus TruePic VI, sensore immagine Live MOS, ampia scelta di Art Filters creativi, registrazione video in 1080i Full HD (AVCHD e AVI) a 60fps, ISO fino a 12.800, 3D Photo Shooting mode Disponibile in 3 colori (bianco, silver, nero).

Sul sito del produttore
Dettagli, caratteristiche tecniche, aggiornamento firmware, accessori
Sito dedicato alla Olympus PEN E-P3

Articoli

Prove
dpreview - La prova completa
imaging resource - Prova completa

Pareri
Panasonic GX1 vs Olympus E-P3 - Confronto approfondito in tre puntate
Olympus E-P3 vs Sony NEX 5 - Confronto della qualità fotografica agli alti ISO
Sony NEX 7, Olympus E-P3 e Fuji X 100 - Confronto della qualità fotografica agli alti ISO

Foto

I ritratti di Maria Kazvan

Visto che il 2012 è stato da me proclamato l'anno del ritratto (leggi qui), vi segnalo i lavori della giovanissima fotografa ucraina Maria Kazvan, distinti tra nuovi e vecchi.
Onestamente è difficile identificare una precisa identià di stile, anche se tendenzialmente sono ritratti in esterno, ma questo mi sembra un ulteriore elemento di interesse.

martedì 24 gennaio 2012

Polaroid: easy art? (mostra a Milano)

Fotografia polaroid di telefono rosso
Il 26 gennaio, alle ore 18.30, a Milano presso il Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, sarà inaugurata la mostra fotografica "Polaroid: Easy Art?", che presenta 130 stampe fine art di immagini Polaroid realizzate da 89 artisti e fotografi provenienti da 12 diversi paesi e di varia estrazione artistica.

Le immagini esposte, stampate nel tradizionale formato Polaroid, vogliono celebrare l'omonima macchina fotografica, vera meraviglia tecnologica (progettata da Edwin Land tra il 1945 e il 1948) che ha superato i 60 anni di vita e per milioni di persone ha rappresentato un mezzo istantaneo per documentare la realtà e i ricordi o per dare sfogo alla propria creatività.
Per l'occasione il Museo esporrà nella stessa area alcune macchine fotografiche della sua collezione.

All'inaugurazione del 26 gennaio parteciperanno Fabrizio Deidda e Chiara Zavolta, per mostrare al pubblico presente la versatilità della tecnica Polaroid.

Info sul sito del museo.

Due borse di studio per corsi di fotografia

Per i fotoamatori che gravitano attorno a Roma, segnalo che Laboratori Visivi offre 2 borse di studio a copertura totale della quota di partecipazione del Corso Base e del Corso Avanzato di fotografia. La borsa di studio sarà concessa solo in seguito al raggiungimento del numero minimo di iscritti al corso.

Tutte le informazioni per concorrere all'assegnazione della borsa di studio sono disponibili sul sito di "Laboratori visivi".

lunedì 23 gennaio 2012

Prima foto della Canon EOS 5D Mark III

Aperture Academy pubblica quella che potrebbe essere la prima foto della Canon EOS 5D Mark III, anche se il nome potrebbe non essere questo, catturata la settimana scorsa in Kenya.

Canon EOS 5D Mark III

Altre voci suggeriscono che si tratti, piuttosto, della nuova 7D, o la sua erede, ma l'assenza del flash incorporato ed il pentaprisma di grosse dimensioni non mi farebbero propendere per questa soluzione, anche se vi sono foti analogie nel disegno proprio con la 7D.

Alla fotocamera era abbinato un Canon 200-400 f/4L IS 1.4.

domenica 22 gennaio 2012

Le fotografie che si ricordano, e quelle che si dimenticano subito

Brutte notizie per i fotografi di paesaggi: i panorami sono tra i soggetti fotografici dimenticati più rapidamente da chi guarda una foto.

La scoperta viene dal MIT che ha elaborato una classifica dei soggetti fotografici sulla base della facilità con la quale vengono memorizzati: lo studio ha evidenziato che le fotografie che colpiscono maggiormente la nostra memoria sono quelle in cui sono presenti delle persone, poi le fotografie d'interni, macro di soggetti piccoli e solo all’ultimo posto i panorami, a meno che non contengano qualche elemento "strano", in grado (evidentemente) di colpire la nostra attenzione.


Giusto per intenderci: nella fotografia qui sopra, le immagini nei tre riquadri superiori hanno poche possibilità di restare impresse nella nostra memoria, mentre le tre immagini della riga in basso sono tra quelle ricordate più facilmente.

Quindi, se volete fotografare un panorama, ricordatevi di includerevi anche un gigantesco gorilla blu.

Novità per l'Olympus PEN professionale

Sempre grazie a 43rumors riceviamo nuove indiscrezioni (e una fotografia) sull'attesa mirrorless professionale di Olympus.

Nuova Olympus mirrorless PEN OM-D

Anzitutto, potrebbe non chiamarsi Olympus OM-D, come sembrava solo cinque giorni fa, anche se la parte "OM", a giudicare dalla fotografia, dovrebbe restare.

Quanto alle caratteristiche tecniche:
  • viene confermato un nuovo sensore micro-4/3 da 16 megapixel, che dovrebbe migliorare la gamma dinamica dell'immagine;
  • processore TruePic VI;
  • sensibilità da 200 a 25.600 ISO;
  • corpo in lega di magnesio;
  • tropicalizzata;
  • autofocus molto più veloce del già ottimo autofocus della PEN E-P3;
  • disposizione dei comandi simile a quella della Olympus OM 4Ti (vedi sotto);
  • stabilizzazione ottica nel corpo macchina;
  • mirino elettronico da 1.440k pixel;
  • monitor basculante da 3 pollici e 614k pixel;
  • peso del solo corpo di 425 grammi, compresa la batteria e la scheda di memoria; 375 grammi il solo corpo (l'Olympus PEN e-P3 pesa, con la batteria, 369 grammi);
  • prezzo con ottica in kit 1150 euro.
Per ora è tutto; per conoscere la verità dovremmo aspettare il giorno 8 febbraio.

Olympus OM-4 Ti

Ross Feighery, ritratti e storie

I ritratti e gli aneddoti (fotografici) di viaggio di Ross Feighery sono godibilissimi e affascinanti.
Meritano una visita al blog, magari trascurando  i fotomontaggi (per carità, di altissimo livello) con Photoshop (o affini).

mercoledì 18 gennaio 2012

Fotografia di matrimonio, come aumentare i guadagni

Ai fotografi di matrimonio riservo veramente poca attenzione, e mi dispiace.

Cerco di rifarmi segnalandovi questo articolo di Kim Laurence che spiega perchè - secondo la sua esperienza - è possibile aumentare i propri guadagni organizzando la propria offerta in "pacchetti matrimoniali" e illustra - con un praticissimo e comprensibile esempio - come costruire questi pacchetti.

Curioso di conoscere il parere di qualche fotografo di matrimonio.

martedì 17 gennaio 2012

Evgen Bavcar in mostra a Roma

Se pensate che un fotografo cieco sia un controsenso, mi trovate assolutamente d'accordo. Per fortuna, però, c'è chi è più ostinato del destino e della mia ottusità, e realizza quello che io reputo impossibile. Il suo nome è Evgen Bavčar e, sia che il suo nome vi dica qualcosa, sia che vi sia assolutamente sconosciuto, vi consiglio di aprofittare della mostra "Il buio è uno spazio" che resterà aperta a Roma dal 19 gennaio al 25 marzo 2012.

Fotografia di Evgen Bavcar
(© Evgen Bavčar / Courtesy Esther Woerdehoff 2011)

Mercoledì 18 gennaio 2012, alle ore 18, inaugura a Roma presso il Museo di Roma in Trastevere (info), la mostra “Il buio è uno spazio” di Evgen Bavcar che rimarrà aperta al pubblico dal 19 gennaio al 25 marzo 2012.

Le immagini di Evgen Bavcar sono una vera e propria sfida al limite fisico della sua cecità. Ognuna di esse, nella sua poeticità, rimarca una volta di più quanto guardare e vedere siano due concetti estremamente diversi, e sottolinea la profonda sensibilità di questo incredibile fotografo che riesce a mostrarci aspetti del visibile a noi ignoti. Le opere prendono forma dai suoi ricordi e dalle suggestioni evocate dal mondo circostante, che Bavcar rielabora con grande profondità, creando "visioni dell'anima" oniriche ed emozionanti.

Evgen Bavcar è uno degli autori più apprezzati del mondo della fotografia ma è anche non vedente dall’età di dodici anni, quando due terribili incidenti hanno gettato nel buio la sua vita. Costretto a fuggire dall’oscurità esteriore trova rifugio nei luoghi più nascosti della propria anima, percorrendo territori inesplorati ed indefinibili e restituisce il frutto della sua ricerca attraverso una serie di immagini mentali che attinge da un “presepe di ricordi”. Dall’archivio della memoria estrae immagini che svelano un mondo interiore ricco e circondato di misteri. Le sue fotografie hanno il profumo della Slovenia ed esprimono il ricordo di spazi, luci e forme della sua infanzia.

Molti gli chiedono come fa a fotografare. Risponde: “Mi dovete chiedere non come, ma perché fotografo. Scatto in rapporto ai rumori, ai profumi e soprattutto in relazione alla mia esperienza della luce. Poi scelgo le mie foto facendomi consigliare da amici con lo sguardo libero da ossessioni personali”.

La mostra in esposizione a Roma presenta una selezione delle sue famose stampe in bianco e nero e - in anteprima assoluta per l'Italia - alcuni dei suoi scatti a colori.

Biografia
Evgen Bavcar nasce nel 1946 in Slovenia. All’età di 12 anni, dopo due incidenti a distanza di un anno, perde completamente la vista. Studia a Parigi dove si laurea in filosofia. Ha condotto trasmissioni radiofoniche per France Culture. Nel 1988 è stato fotografo ufficiale del Mois de la Photographie a Parigi. Dall’inizio degli anni Novanta, è tra i fotografi più richiesti d’Europa e nel 1992 l’editore francese Seuil ha pubblicato un suo volume con fotografie e saggi. Evgen Bavcar ha esposto il suo lavoro in molte mostre personali e collettive. Tra le prime ricordiamo Evgen Bavcar, Palazzo Bagatti Valsecchi, Milano, 1995; Evgen Bavcar, Galerie Susanne Zander, Colonia, 1995; Evgen Bavcar – Fotografie, Villa Oppenheim, Berlino, 2003; Evgen Bavcar - Wagen meiner Kindheit, Villa Oppenheim, Berlino, 2004. Tra le seconde, Face cachée, Galerie Esther Woerdehoff, Parigi, 2005;XIV Encuentros Abiertos de Fotografía-Festival de la Luz 2006 Argentina, Fundación Luz Austral, Buenos Aires, 2006. L’artista vive tra Parigi e la Slovenia.

E' la Fujifilm X-Pro1 la più premiata al CES 2012

Giusto per dire che la Fujifilm X-Pro1 ha lasciato il CES 2012 portandosi a casa quattro riconoscimenti:
  • CNET "Best of CES 2012" Best Camera;
  • Popular Science "CES 2012 Product of the Future",
  • Popular Mechanics "CES 2012 Editor's Choice Award";
  • Tom's Guide "Best of CES 2012".

Olympus OM-D, la serie OM rivive nel nuovo millennio.

Stando alle indiscrezioni che si susseguono in rete anche Olympus presenterà, il prossimo 8 febbraio, la propria fotocamera ispirata allo stile vintage tanto di moda, inserendosi in quel filone stilistico presidiato da Fujifilm con la bellissima X100, la compatta X10 ed ora rinvigorito con la X-Pro1.

La nuova fotocamera dovrebbe chiamarsi Olympus OM-D (marchio, guarda caso, registrato da Olympus lo scorso 3 gennaio), essere dotata di un sensore micro4/3 da 16 megapixel e caratterizzarsi per la presenza di un mirino elettronico centrale al corpo macchina.
Il prezzo dovrebbe, secondo le indiscrezioni raccolte da 43rumors, essere di 1.100$ negli Stati Uniti, e di 1.000€ in Europa; un prezzo allineato a quello della Sony NEX-7 e sensibilmente inferiore al prezzo previsto per la Fujifilm X-Pro1.

Olympus, quindi, sembra continuare ad attingere all'eredita culturale lasciatale da Yoshihisa Maitani che, dopo aver progettato la Olympus PEN (doveva costare meno dello stipendio medio giapponese!), nel 1971 progettò la M-1, presentata sul mercato nel 1972 e prontamente ribattezzata, per problemi di registrazione del nome, Olympus OM-1 ("Olympus Maitani - 1"), capostipite del sistema OM che oggi ha superato i 40 anni di vita.

"La filosofia che guidava la progettazione delle macchine fotografiche del sistema OM, di cui la OM-1 fu la capostipite, era che tutti i comandi fossero visibili semplicemente guardando la fotocamera dalla parte superiore. In pratica bastava un colpo d'occhio per verificare tutte le impostazioni, dai tempi di esposizione all'apertura del diaframma, dalla sensibilità della pellicola ed i valori di correzione dell'esposizione al contapose" (fonte: wikipedia). Altri fattori che contribuirono al successo della OM-1 furono le dimensioni contenute (circa il 30% in meno dei modelli della concorrenza), l'elevata qualità (un pentaprisma ampio, ammortizzatori ad aria per ridurre le vibrazioni indotte dal movimento dello specchio) e l'ampia gamma di accessori (oltre 280) cui attingere per personalizzare il proprio corredo fotografico.

Mercoledì 8 febbraio 2012 sapremo se tutte queste supposizioni sono vere e, in tal caso, se il ricordo di mr. Maitan è stato debitamente onorato.

PS: nella foto (clicca sulla foto per ingrandirla) la pubblicità, apparsa su Amateur Photographer magazine, con i primi indizi ufficiali del nome della nuova Olympus (la "O" e la "M" son in grassetto).


Fonti:
Olympus OM System;
Modern Classic SLRs Series: Olympus OM-1(n) & OM-2 (n) - Preface;
Il lancio della Olympus OM-1.

30 foto con la Canon G1 X

dpreview ha arricchito le proprie pagine con 30 fotografie scattate con la Canon Powershot G1 X in condizioni di normale utilizzo. Molte le fotografie alle alte sensibilità (ISO 1600, 3200, 4000, 6400, 12800), sia in interni che in esterni, per verificare la resa del nuovo sensore simil APS-C.
Più di ogni altro commento, vale la pena dare un'occhiata alle fotografie e giudicare con i propri occhi.

venerdì 13 gennaio 2012

Stanco del solito iPhone? Passa alla Leica

La qualità delle foto del tuo iPhone non ti soddisfa?
Instagram inizia a starti stretto?
Vuoi diventare un vero fotografo?

C'è una soluzione: passa dall'iPhone alla Leica. E, con Gizmon iCA, ti cosa solo 37,62€ (prezzo gizmoshop), ovvero il costo di una cover in policarbonato (vale a dire "custodia in plastica") che riproduce le linee di una classica fotocamera a telemetro.
Cover per iPhone che riproduce una Leica
La cover è disponibile in 3 colori (bianco, nero e marrone chiaro), permette l'uso del treppiede e di flash esterni tramite un attacco micro hot-shoe; opzionalmente può essere acquistata un'ottica pancake, più compatta di quella in kit. Entrambe le ottiche ospitano un piccolo specchio, utile per gli autoritratti.
Ah, dimenticavo: il Gizmon iCA ha, ovviamente, anche un mirino a telemetro ottico.

Professione Reporter. Workshop con Ettore Mo e Luigi Baldelli

Il mestiere dell'inviato speciale raccontato da due decani del giornalismo italiano

Il 21 e 22 gennaio a Milano l'agenzia fotografica Parallelo Zero organizza "Professione reporter", un workshop speciale dedicato ad approfondire il mondo del fotogiornalismo con due docenti d'eccezione; Ettore Mo e Luigi Baldelli. Mo e Baldelli lavorano insieme dal 1995 e hanno raccontato più di 100 reportage per il Corriere della Sera. Storie di guerra, di rivolta, di violazione dei diritti umani, di conflitti sociali.

Il workshop si articola in due giorni di lavori, durante i quali si spiegherà come si trova una storia, i criteri di scelta, le ricerche da fare prima di partire, come si prepara e pianifica un reportage in aree difficili e non, come ci si muove e ci si relaziona con gli altri una volta sul posto.

In un mondo dove l'informazione viaggia attraverso le fibre ottiche e tutto si trasforma in "bit", si metterà in risalto il ruolo dell'inviato, fotografo o giornalista che sia, che ancora oggi vuole capire la storia che vuole raccontare, "sentirne gli odori", le emozioni, di sviscerarla in tutti i suoi aspetti, di scavare in profondità senza fermarsi al superficiale.


Programma
  • Introduzione e presentazione
  • Introduzione al fotogiornalismo ed al reportage fotografico. Come è cambiato negli ultimi anni, vantaggi e svantaggi della globalizzazione dell'informazione
  • Ricerca ed individuazione di una storia, dove e come trovare le notizie, come realizzarla in base alle esigenze del committente
  • Organizzazione logistica e risoluzione delle eventuali problematiche burocratiche
  • Quale attrezzatura portarsi e perché
  • Individuazione degli aspetti, luoghi o storie fondamentali da raccontare
  • Preparazione di un piano di viaggio e come affrontare le eventuali modifiche in corso di svolgimento
  • Regole ed etica professionale
  • Come ci si muove una volta arrivati sul posto, piccoli trucchi del mestiere, come si lavora in situazioni dinamiche, come si supera il filtro della diffidenza delle persone, conquistarsi la loro fiducia ed immergersi totalmente nella storia
  • Fotogiornalismo nelle situazioni difficili, come ci si comporta, norme di sicurezza, quale attrezzatura è utile e quale diventa superflua
  • Il punto di vista di un giornalista inviato speciale. L'esperienza di Ettore Mo
  • Come un giornalista ed un fotografo riescono a convivere, i loro diversi punti di vista, come si aiutano e si confrontano
  • Il fotogiornalismo nell'era del villaggio globale
  • Quando è il momento di non usare la macchina fotografica o smettere di scrivere per rispetto alle persone coinvolte in un evento drammatico o eticamente controverso
  • Coinvolgimento emotivo: quando e perché si sceglie di stare da una parte o dall'altra in una situazione di conflitto
  • Seguire la storia passo dopo passo, guardare il lavoro prodotto e capire che cosa ancora manca per la completa realizzazione della storia stessa
  • Scelta e trasmissione delle fotografie
  • Realizzazione di piccoli video
  • Come fare un editing per una rivista e come, invece, fare un editing personale
  • La postproduzione
  • Introduzione e presentazione
  • Introduzione al fotogiornalismo ed al reportage fotografico. Come è cambiato negli ultimi anni, vantaggi e svantaggi della globalizzazione dell'informazione
  • Ricerca ed individuazione di una storia, dove e come trovare le notizie, come realizzarla in base alle esigenze del committente
  • Organizzazione logistica e risoluzione delle eventuali problematiche burocratiche
  • Quale attrezzatura portarsi e perché
  • Individuazione degli aspetti, luoghi o storie fondamentali da raccontare
  • Preparazione di un piano di viaggio e come affrontare le eventuali modifiche in corso di svolgimento
  • Regole ed etica professionale
  • Come ci si muove una volta arrivati sul posto, piccoli trucchi del mestiere, come si lavora in situazioni dinamiche, come si supera il filtro della diffidenza delle persone, conquistarsi la loro fiducia ed immergersi totalmente nella storia
  • Fotogiornalismo nelle situazioni difficili, come ci si comporta, norme di sicurezza, quale attrezzatura è utile e quale diventa superflua
  • Il punto di vista di un giornalista inviato speciale. L'esperienza di Ettore Mo
  • Come un giornalista ed un fotografo riescono a convivere, i loro diversi punti di vista, come si aiutano e si confrontano
  • Il fotogiornalismo nell'era del villaggio globale
  • Quando è il momento di non usare la macchina fotografica o smettere di scrivere per rispetto alle persone coinvolte in un evento drammatico o eticamente controverso
  • Coinvolgimento emotivo: quando e perché si sceglie di stare da una parte o dall'altra in una situazione di conflitto
  • Seguire la storia passo dopo passo, guardare il lavoro prodotto e capire che cosa ancora manca per la completa realizzazione della storia stessa
  • Scelta e trasmissione delle fotografie
  • Realizzazione di piccoli video
  • Come fare un editing per una rivista e come, invece, fare un editing personale
  • La postproduzione

Milano, 21/22 gennaio 2012, costo: 300 euro
Info e prenotazioni: workshop@parallelozero.com, tel: 02 89281630

E' di Altek la prima smartcamera con OS Android (già nel 2010)

Ieri ho salutato gioiosamente la presentazione della Polaroid SC1630, proposta come "la prima fotocamera con sistema operativo Android".
Oggi, dopo una serata passata a scartabellare in rete, devo togliere "prima" e lasciare solo "la fotocamera con sistema operativo Android".

A quanto pare, infatti, la prima smartcamera è lo smartphone "Leo" di Altek, presentato al CommunicAsia 2010 (ovvero, 15-18 giugno 2010!).
Smartphone Altek Leo

L'Altek Leo è uno smartphone dotato di piattaforma Google Android 2.1 (Eclair, non so se poi abbia avuto l'aggiornamento a Froyo), sensore CCD da 14 megapixel, zoom ottico 3x, schermo WVGA multi-touch da 3,2 pollici, supporto HSUPA, HSDPA, Wi-Fi e Bluethoot, GPS, fino a 32 GB di memoria tramite microSD card.

Data l'innegabile somiglianza, sarebbe interessante un confronto tra l'Altek Leo ed il Polaroid SC1630. Giusto per capire cosa è cambiato da giugno 2010 a gennaio 2012.

Via Engadget

giovedì 12 gennaio 2012

La qualità delle immagini della Canon G1-X

Se siete curiosi di vedere come lavora il nuovo sensore della Canon G1-X, focus numérique ha pubblicato una serie di fotografie di confronto, a diverse sensibilità ISO, tra Canon Powershot G1-X, Panasonic GX1, Sigma DP2x, Sony NEX-5N, Fujifilm X100, e le compatte Canon Powershot G12 e Nikon P7100 (che adottano un sensore molto molto più piccolo).

Hasselblad Master Awards 2012

Hasselblad ha scelto i vincitori del Master Award 2012; se vi interessa curiosare tra le loro foto, date uno sguardo qui.
(E se decidete che lo stile Hasselblad vi piace, vi suggerisco di iscrivervi a victor by Hasselblad)

Fujifilm X-Pro1, Sony Nex-7 e Leica M9

Ogni tanto capitano commenti molto strani, quasi arrabbiati, tipo questo lasciato sul post di presentazione della Fujifilm X-Pro1.
«Io trovo che la via aperta da Fuji sia sensazionale. Una fotocamera "compatta" con sensore paragonabiole ad una full frame (e già il sensore della X100 era strabiliante), un mirino ottico (e addirittura ibrido) VERO, la possibilità di scegliere un obiettivo normale (50mm circa) con apertura a 1,4 (dico: 1,4)... quanto dovrebbe costare ? Ti do qualche idea ? Leica M9, solo corpo e senza AF costa 7.500 euro ? Ti bastano ? Se paragoni la qualità degli scatti M9 e Nex-7 Sony scoprirai che per M9 ci sono svariati migliaia di euro BUTTATI ! Se è vero che il 90% della gente non avrà bisogno di questa Fuji (nè di una DSRL), se è vero che il restante 10% non può (e non vuole) permettersi Leica, se è vero che il 3% vorrebbe sempre con se una fotocamera di alta qualità e degna di riprese fotografiche (non scattini da prima comunione)... se è vero che Fuji ha ascoltato quelli che (come me) chiedevano una fotocamera di altissima qualità, manuale (ma veramente manuale) e con l'unico mirino ottico degno di questo nome... beh ti rimane solo questa. La maggior parte dei veri appassionati fotografi (e moltissimi professionisti) oggi usano Canon serie G. Hai mai visto uno scatto ripreso a 200 ISO con una G10 che costava 520 euro ? Beh, è uno schifo.Certo è che se poi ci si limita a fotografare la ragazza in spiaggia a Rimini... compratevi una compatta da 80 euro che ve ne cresce. Saluti»
La Fuji ha presentato la sua fotocamera solo 3 giorni fa, ed al momento non sono disponibili (che io sappia) altre fotografie se non quelle fornite da Fuji stessa.
L'elemento innovativo della fotocamera è il sensore, con un'originale disposizione dei pixel (più correttamente credo che si dovrebbe parlare dei photodetector) che dovrebbe consentire sia di eliminare l'effetto moiré senza ricorrere a filtri anti-aliasing, sia di riprodurre la distribuzione "casuale" dei cristalli di alogenuro d'argento sulla pellicola tradizionale.
Nel post, dopo aver elencato le principali caratteristiche tecniche, concludevo scrivendo che "in questo caso, però, preferisco sospendere il giudizio per vedere se un sensore così innovativo produce sensibili differenze sulla qualità delle immagini."

Qual è il problema, a mio parere?
Fuji ha alle spalle un glorioso passato nella fotografia professionale, e negli ultimi anni è tornata ad essere protagonista nel settore digitale. Un esempio è l'ottima Fujifilm X100, per la quale la domanda è stata spesso molto superiore all'offerta, arrivando a quotazioni folli sul mercato dell'usato.
La Fujifilm X-Pro1 ha molte caratteristiche interessanti ma, se il prezzo comunicato (1.700$ per il corpo macchina, 500$ per il 18mm F/2 ed il 35mm F/1.4 e 600$ per il 60mm F/2.4) dovesse essere confermato, così come se dovesse essere applicato l'usuale tasso di cambio "1 dollaro = 1 euro), sarà una macchina fotografica costosa. Anche acquistando un solo obiettivo si dovranno spendere 2.200$.

E' a questo punto che sospendo il giudizio: perché 2.200 dollari sono una cifra importante, e solo giudicando le immagini che questa macchina fotografica (con il relativo obiettivo) può produrre si può decidere se varrà la pena spenderli. E le fotografie che Fuji pubblica non mi sono di conforto (come, peraltro, accaduto in molte altre occasioni. Ma è inevitabile, sono jpeg pubblicati sul web!)
Tornando al commento, viene citata correttamente la Sony NEX-7, in quanto una delle più dirette concorrenti della X-Pro1 (e viceversa). Ebbene, la Sony NEX-7 ha pure un sensore APS-C, in un corpo macchina più compatto (vedi il confronto) e in America costa 1.200$ (solo corpo, fonte dpreview). Cui si può abbinare, tra gli altri, un 16mm F/2.8 (250$) o un 50mm f/1.8 (300$)
In sintesi, acquistando la X-Pro1 con il 60mm spendo (lo ripeto, in base alle informazioni trapelate) circa 2.300$, acquistando la Sony NEX-7 con il 50mm spendo (in base ai prezzi dello store americano di Sony) 1.500$.
Sono 800$ di differenza. E permetterai che mi ponga la domanda se la Fuji li vale questi 800 dollari in più, o no?

Certo, poi c'è la Leica M9, e che la Fuji punti direttamente a chi sogna una Leica M9 non mi sembra un mistero. Non vi sono solo affinità estetiche e di dimensione (vedi il confronto), ma anche l'intenzione di Fuji di presenterà a breve un anello adattatore per montare le ottiche Leica sulla sua X-Pro1.
Ora, Leica M9-P e X-Pro1 non sono proprio proprio uguali, a partire dalle dimensioni del sensore (full-frame vs APS-C, e per quanto mi sforzi di immaginare la profondità di campo resa dai due sensori sarà giocoforza diversa) e dalla tecnologia utilizzata (CCD vs CMOS), che fra l'altro gioca un ruolo abbastanza importante nell'ampiezza della gamma dinamica delle immagini.
La Leica M9-P costa, in America, quasi 8.000$ (solo corpo, fonte Amazon.com), il che regala alla X-Pro1 un vantaggio di 6.300$.
Ma, lo ribadisco, deve prima dimostrare quanto vale.

PS:
La Canon G10 è stata presentata nel settembre 2008 (più di tre anni fa) e si colloca in una fascia di prezzo distante anni luce dalla X-Pro1. Tutto ciò considerato, mi sembra che i suoi scatti a 200 ISO non facciano schifo. Opinione personale, per carità.
Quanto alle fotografie della prima comunione o della ragazza in spiaggia a Rimini, forse saranno le uniche fotografie che ancora guarderemo con una vena di nostalgia a 80 anni.

Polaroid SC1630, la prima fotocamera con sistema operativo Android (finalmente qualcosa di veramente nuovo)

Polaroid presenta una compatta che sembra molto uno smartphone, adotta il sistema operativo Android e può utilizzare tutte le applicazioni dell'Android Market.

Dopo Lytro, l'altra vera novità nel mondo della fotografia arriva da Polaroid che, memore del suo glorioso passato, torna protagonista con una fotocamera dotata di sitema operativo Android.
Ieri, al CES, Polaroid ha infatti presentato la Polaroid SC1630, la prima smartcamera al mondo. Ovvero una fotocametra che abbraccia la filosofia di condivisione immediata delle foto tripica degli smartphone e che, adottando il sistema operativo android, permette di utilizzare tutte le applicazioni dell'Android Market dedicate al mondo della fotografia (tipo Little Photo, Vignette, o Roidizer, o Retro Camera...)

La SC1630 (vedi la pagina dedicata sul sito Polaroid) è una compatta che esteticamente assomiglia molto ad uno smartphone, anche grazie al suo bel monitor da 3,2 pollici touch screen.Al sensore da 16 megapixel e zoom ottico 3x (con focale equivalente a 36-118mm) abbina un piccolo flash, un sistema di geo-tagging, sistema di connessione wi-fi, funzione album che permette di organizzare le fotografie per data, località o persone, identificazione dei volti etc etc etc.
Ma la vera novità, e anche l'aspetto che sarà da testare, è che la fotocamera potrà essere personalizzata con le applicazion presenti sul Market Android. E lì ci sarà libero spazio per la propria fantasia.

La SC1630 sarà disponibile sul mercato americano da aprile, al prezzo di 300$.

PS: posso dire una cosa? La Polaroid SC1630 l'avevo anticipata, pur non conoscendone nome e marchio, già lo scorso novembre.

martedì 10 gennaio 2012

Map-A-Pic: un database di location fotografiche

Map-A-Pic, un applicazione gratuita* per Android per creare il tuo database dei luoghi da fotografare.

Schermate dell'applicazione per Andorid Map-A-Pic
L'ho scaricato ma non l'ho ancora provato; dalla presentazione mi sembra tuttavia un'applicazione interessante.
Map-A-Pic è un'applicazione che gira sotto Android, e consente di creare un database fotografico dei luoghi. Di fatto, può tornare utile ai fotografi così come a video maker indipendenti, ai location manager, a chiunque abbia la necessità di crearsi e organizzarsi un database fotografico di location interessanti.

Il programma abbina automaticamente ad ogni località creata le relative fotografie, le coordinate gps e il nome della strada (se disponibile); manualmente è poi possibile assegnare ogni località a diverse categorie (tag) così come annotarsi delle osservazioni.Una volta registrate, è possibile visualizzare l'elenco delle località a noi più vicine, o il percorso da seguire per recarsi nella località scelta.

Se ritenete che posssa interessarvi, date un'occhiata al sito di Map-A-Pic, dove trovate anche il link per il download dall'Android Market.

*mi pare di capire che alcune funzioni sono a pagamento, ma non ho ancora identificato quali.

Fujifilm X-Pro1, la mirrorless della Fuji a obiettivi intercambiabili

Fuji presenta la Fujifilm X-Pro1, che non è semplicemente (come si potrebbe credere) la versione a ottiche intercambiabili della Fujifilm FinePix X100. Le innovazioni che la X-Pro1 porta in dote, infatti, sono veramente tante.

Immagine della Fujifilm X-Pro1
Questa volta però non inizio con le caratteristiche tecniche, ma dal prezzo. Secondo indiscrezioni - Amazon avrebbe pubblicato il prezzo per la prevendita, prontamente ritirato - il prezzo della Fuji X-Pro1 dovrebbe aggirarsi sui 1.700$ per il solo corpo. E 1.700$ non sono affatto pochi.
Vediamo quindi se li può valere.

La X-Pro1 presenta le seguenti caratteristiche:
  • sensore CMOS formato APS-C (23,6x15,6mm) X-Trans da 16,3 megapixel, probabilmente l'elemento più innovativo di tutta la fotocamera. Il sensore, infatti, simula la distribuzione casuale dei cristalli di alogenuro d'argento sulla pellicola tradizionale. Adotta un "classico" filtro a colori primari con sistema di riduzione della polvere
  • gamma ISO da 200 a 6400 (espandibile fino a 25.600) possibilità di salvare la fotografia contemporaneamente in formato raw e jpeg
  • misurazione dell'esposizione avviene su 256 zone
  • acquisizione di video (H.264) in fullHD (1080@24 fps)
  • monitor LCD da 3 pollici e 1.230k pixel
  • mirino ibrido (già visto sulla X100) con copertura del 100%
  • flash esterno tramite hot-shoe syncro flash a 1/180 di secondo
  • possibilità di simulare le caratteristiche di 10 differenti pellicole (tra le quali, ovviamente, Velvia e Provia)
  • peso di 450g (incluse le batterie) e dimensioni non lilipuziane di 140x82x43 mm (per un raffronto con le altre mirrorless clicca qui
  • attacco "X-mount" (e dovrebbe arrivare anche un adattatore per le ottiche Leica con innesto M).  Le ottiche inizialmente disponibili saranno un 18mm f/2, un 35mm f/1.4 e un 60mm f/2.4, ma Fuji prevede la produzione di altre nove nuove ottiche nei prossimi tre anni.
Questo è quanto sono riuscito a trovare al momento. Che dite? Un po' poco per una fotocamera da 1.700 dollari?
Onestamente pare anche a me.
In questo caso, però, preferisco sospendere il giudizio per vedere se un sensore così innovativo produce sensibili differenze sulla qualità delle immagini. Anche se quelle pubblicate da Fuji non mi sembrano così strabilianti.

lunedì 9 gennaio 2012

Canon PowerShot G1 X

Canon rivoluziona la serie G, il top di gamma della serie PowerShot, regalandole un grande sensore.

Togliamo subito il termine PowerShot dal nome di questa Canon, che a me fa pensare (con terrore) ai microscopici sensori delle compatte (seppur di alto livello).

La Canon G1 X presenta infatti un nuovissimo sensore da 18,7 x 14 mm (formato 4:3), addirittura leggermente più grande (+16%) del sensore adottato dalle fotocamere con standar micro quattro-terzi  (17,3 x 13 mm) quali l'Olympus PEN E-P3 o la Panasonic Lumix DMC-GX1 (che fantasia con i nomi!).
Dimesnioni del sensore della Canon PowerShot G1 X
L'altra novità è la possibilità di acquisire filmati in formato fullHD da 1080p a 24 fps con zoom ottico e audio stereo.

In sintesi* le principali caratteristiche tecniche della Canon G1 X sono le seguenti:
  • sensore CMOS da 14,3 MP, DIGIC 5, HS System
  • sensibilità da 100 a 12800 ISO
  • ottica 15,1 - 60,4 mm (equivalente a 28 - 112 mm in formato 35 mm), f/2,8 - f/5,8
  • sistema Intelligent IS per il controllo della stabilizzazione ottica
  • monitor LCD orientabile da 7,5 cm (3"), mirino ottico
  • controllo manuale completo,
  • registrazione di file in formato RAW
  • video Full HD, con uscita HDMI
  • raffica alta velocità (HQ), 4.5fps
  • bilanciamento del bianco multiarea (Smart Auto)
  • compatibilità con un'ampia gamma di accessori
  • modalità HDR e filtro ND
  • custodia impermeabile fino a una profondità di 40 m (opzionale)
Per contro, rispetto alla G12 crescono le dimensioni (da 112,1x76,2x48,3 mm  a 116,7x80,5x64,7 mm, vedi il raffronto su camerasize.com) ed il peso (da 401g, incluse batterie e scheda di memoria , a 534g).

La Canon G1 X sarà in vendita da febbraio; il prezzo della prevendita su Adorama è di 799$.

* Per il dettaglio, che vi consiglio di guardare, vi rinvio direttamente al sito della Canon.

domenica 8 gennaio 2012

Panasonic Lumix DMC-L1

La Panasonic Lumix DMC-L1? No, non vi siete persi l'ennesima novità. E' un modello un po' vecchiotto (risale al 2006) ma che, a giudicare dai prezzi a cui viene venduta, trova ancora molti estimatori.

Prima reflex digitale della Panasonic, sviluppata in collaborazione con Olympus, fu un'antesignana delle mirrorless e proprio questo fu, forse, il motivo che ne pregiudicò l'ampio successo commerciale che avrebbe meritato (colpevole anche il prezzo di 1.999$, in kit con l'ottica Leica D Vario-Elmarit 14-50mm/F2.8-3.5).

Se vi interessa un po' di archeologia fotografica, potete dare un'occhiata alla prova che pubblicò nel 2007 dpreview, o all'atto d'amore che le ha dedicato nei giorni scorsi il fotografo Carl Garrar.

2012, l'anno del ritratto (ovvero, del valore di una foto)

L'altro ieri, nel predisporre il mio nuovo photoblog, destinato ad ospitare solo le mie fotografie (che, pertanto, scompariranno da questo sitoo), mi sono definito un fotoamatore. Ovvero, un appassionato di fotografia che con la sua passione non deve guadagnarsi da vivere.
Questo mi ha portato, molto rapidamente, a domandarmi "perchè fotografo?"
Non mi sono fermato a pensare alla risposta, lo ammetto.

Ieri mi sono imbattuto in questo post "A letter on my door step. portraits are more than paper."
Non voglio perdere tempo a disquisire se il fatto narrato sia vero o falso, non mi interessa; semplicemente la lettura ha risollevato un vecchio tema, apparso fugacemente l'aprile scorso nel post "il valore di una fotografia".

La domanda "perchè fotografo?" ha assunto quindi una nuova connotazione: se la fotografia ha il potere di salvare un istante dallo scorre del tempo, perchè questo istante lo regalo ai panorami, ai fiori, agli oggetti, e non alle persone che amo?
Tra trent'anni, cosa avrà più valore per me: la foto di una cascata a Monte Gelato o l'immagine della donna che amo congelata nel tempo?

venerdì 6 gennaio 2012

Nikon D4, tutto ciò che volete sapere

Se non ve ne siete accorti, cosa praticamente impossibile, Nikon ha presentato la D4, la sua nuova ammiraglia che nei prossimi mesi contenderà le grazie dei fotografi alla Canon EOS-1D x.

Prima di lasciare spazio ai dettagli tecnici ed ai video di presentazione, vale la pena notare che la Nikon D4 (che sarà in vendita tra un mese) ha già esaurito, in meno di un ora, le prevendite su Amazon (e questo nonostante il prezzo non proprio popolare, ma allineato alla concorrenza, di 5.995$).

Le caratteristiche tecniche comunicate da Nital sono, in sintesi, queste:
  • sensore in formato FX da 16,2 megapixel (confermando così l'inversione di rotta, già vista proprio sulla Canon EOS-1D x, nella folle corsa al record di megapixel)
  • elaborazione del segnale A/D a 14 bit incorporata nel sensore
  • modulo di elaborazione delle immagini Nikon EXPEED 3
  • gamma ISO 100 - 12.800 ISO (50 e 204.800 ISO in modalità estesa)
  • rapidità di scatto di 11 fps Filmati in Full HD (1080p) @ 30p, 25p e 24p, con opzioni 60p, 50p, 25p a 720p. La registrazione in Full HD (1080p) è possibile sia nel formato FX che DX, così come nel formato ridotto Full HD nativo (1920x1080).
  • ingresso per microfono stereo esterno & uscita audio per le cuffie
  • output HDMI non compresso
  • modulo sensore autofocus Multi-CAM 3500FX AF avanzato con impostazioni di copertura a 9, 21 e 51 punti (di cui 15 a croce) selezionabili o configurabili singolarmente; sensibilità fino -2 EV (ISO 100, 20 °C)
  • otturatore in materiale composito di Kevlar e fibra di carbonio
  • flash sincro-X fino a 1/250
  • tempo di avvio di circa 0,12 secondi
  • ritardo allo scatto ridotto a circa 0,042 secondi
  • due slot per i supporti di memorizzazione, uno per le schede CF (UDMA 7) ad alta velocità e uno per le nuove schede XQD.
  • monitor LCD da 8 cm (3,2 pollici), 921.000 punti e luminosità dello schermo regolata automaticamente in base all'ambiente di visualizzazione
  • mirino ottico con prisma in vetro, 100% di copertura dell'inquadratura e ingrandimento di 0,7x





Il lancio della Nikon D4 ha, di fatto, monopolizzato l'attenzione dei siti specializzati e dei fotografi, cosi chè è già possibile farsi un'idea piuttosto completa delle potenzialità di questa macchina. Ecco le cose più interessanti che ho trovato sul web e che vale la pena guardare/leggere:
Tutto qua? Beh, direi che è abbastanza per una macchina fotografica presentata da poche ore. Ma, visto che me le sono già scaricate, chiudo con una carrellata d fotografie del corpo macchina della D4.

mercoledì 4 gennaio 2012

Non disturbatemi... sto fotografando

Shhh, fate silenzio per favore, sto fotografando; queste giornate di vacanza mi hanno regalato alcune ore per gironzolare con la macchina fotografica al collo per le vie di Verona. Splendido.