mercoledì 31 marzo 2010

Impressioni post Photoshow a Roma (i)

Il Photoshow merita due altre considerazioni, che purtroppo poco hanno a che fare con la fotografia.

La prima considerazione è per i 16,80 euro che abbiamo pagato per due pezzi di pizza bianca farcita con crudo e mozzarella, due pepsi e una aranciata. 16,80 euro sono 32.500 lire. Una volta di più, mi convinco che dovremmo tornare tutti a ragionare in lire.

La seconda riflessione è per la struttura della nuova Fiera di Roma. Terminata da poco, nel padiglione n. 6 (quello che ho visto) gli intonaci interni mostrano già qualche screpolatura, le piastrelle dei bagni mostrano i segni di una rattoppatura male eseguita, gli assemblaggi tra diverse componenti lasciano in diversi punti a desiderare. Peccato non avere avuto con me la macchina fotografica, temporaneamente defunta.

martedì 30 marzo 2010

Photography Book Now

Blurb (editore on-line) ha aperto la terza edizione del concorso fotografico internazionale "Photography Book Now", che assegnerà 25.000 dollari al vincitore e una Sony DSLR-A850 con un 28-75mm f/2.8 ai vincitori di categoria.

I partecipanti devono inviare, entro il 15 luglio, il proprio libro fotografico (deve essere auto-prodotto, non necessariamente con Blurb) e pagare la tassa d'iscrizione di 27,5 euro.
Per partecipare è necessario essere maggiorenni, parlare l'inglese (??) ed essere fotografi professionisti o, più precisamente, "photographers who currently receive or have received payment for their photographs".

L'edizione 2009 è stata vinta dal libro fotografico "Black Sea of Concrete" (clicca qui per sfogliare il libro on-line) di Rafal Milach, fotografo polacco che nel 2007 si è aggiudicato il primo premio nella categoria "Arts and Entertainment stories" al World Press Photo.

Tutte le informazioni per partecipare al concorso "Photography Book Now" sul sito "Photography Book Now".

lunedì 29 marzo 2010

Premio Ponchielli 2010

Il Premio Amilcare Ponchielli, ideato e organizzato dal GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale) in partnership con UniCredit Group e FNAC, è riservato ai fotografi e ai fotogiornalisti italiani o residenti in Italia.

I fotogiornalisti che desiderano partecipare al concorso devono inviare entro il 20 aprile 2010:
  • un progetto scritto, dettagliato e motivato (massimo 900 battute);
  • un massimo di 20 immagini già realizzate, corredate di didascalie;
  • il proprio curriculum vitae;
  • liberatoria, anche a fronte di terzi, per l'eventuale utilizzo delle immagini.
Tutte le informazioni per partecipare al Premio Amilcare Ponchielli sono sul sito del GRIN.


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domenica 28 marzo 2010

Impressioni post Photoshow a Roma (i)

Sabato, come programmato, sono andato al Photoshow di Roma per togliermi un po' di curiosità.
Anzitutto vedere i risultati del sistema fotografico tridimensionale della Fuji, po

Ecco qualche considerazione:
La fotografia in 3D. Fujifilm ha presentato il suo sitema fotografico tridimensionale: macchina fotografica, monitor dedicato e stampe. Il monitor di Fuji percorre la strada della visualizzazione tridimensionale senza il ricorso agli "occhialetti", ma i risultati sono modesti, troppo modesti. Molto più interessanti le stampe fotografiche che, effettivamente, ti fanno dire "wow". Ma siamo in presenza di una tecnologia ancora troppo giovane, e che non so quanto si possa sostituire alla fotografia bidimensionale. Insomma, il 3D in fotografia è, al momento, un giocattolo costoso rivolto più agli appassionati dei gadget "ultima novità" che ai fotografi (anche se fotografi della domenica come me).
Il mirino elettronico. La Panasonic esponeva tutte le sue macchine fotografiche, così ho potuto prendere in mano la Lumix DMC-G2 e la DMC-GF1 (quest'ultima è il mio desiderio inconfessato, lo ammetto). E ho potuto constatare che la qualità di un mirino elettronico è ancora lontana da quella di un pentaprisma. Per carità, il mirino della G2 offre un'immagine molto dettagliata e nitida, ricca di tutte (o quasi) le informazioni che si possono solitamente visualizzare nel monitor e con una copertura del 100% dell'immagine ripresa. Ma, soprattutto con i soggetti in movimento veloce, la differenza con i mirini ottici si vede ancora. Questione, comunque, giusto di qualche anno e l'elettronica avrà pareggiato i conti anche tra mirini elettronici e pentaprisma. Piuttosto deludente, invece, il mirino della GF1.
Televisori 3D. Non sono andato al Photoshow per vedere i televisori 3D, anzi, ero abbastanza indifferente a questa novità. Passato davanti allo stand della JVC ho voluto comunque provare e... beh, è fantastico! Certo, devi indossare gli occhialini, ma il risultato è veramente straordinario! Quantomeno da provare.

venerdì 26 marzo 2010

Enter, la rivista del World Press Photo

Si chiama Enter, è la rivista del World Press Photo e ammetto di averla trovata per puro caso.

Ogni numero (non ho capito la periodicità, che mi sembra un bel po' casuale, ne se siano previste nuove edizioni) propone cinque racconti fotografici ("Gallery") di buon livello, accompagnati da una descrizione dell'autore e del progetto.

In tutta onestà, dalla rivista del World Press Photo mi aspettavo di più, molto di più; l'italianissimo Witness Journal -meno blasonato e sicuramente con meno sponsorizzazioni- è, ad esempio, completamente su di un altro livello (migliore, se qualcuno avesse dei dubbi).

giovedì 25 marzo 2010

Philadelphia Museum of Art, Photography Portfolio Competition 2010

Il Museo dell'Arte di Philadelphia ha indetto un concorso per ampliare la propria collezione fotografica con opere di fotografi emergenti.

Hai partecipanti è richiesto unicamente di versare i 40$ per l'iscrizione (non pochi, a dire il vero) e di inviare 15 fotografie (definite impropriamente "portfolio", in quanto le immagini non debbono necessariamente avere un filo conduttore unico: "The images you enter can have any theme and do not need to be related to each other").

Tra tutte le fotografie vincitrici ne saranno selezionate 6, che entreranno a far parte della collezione Permanente del Museo; ogni opera selezionata sarà premiata con 1000$. E' previsto anche un premio speciale di 500$ per l'opera selezionata dal curatore dell'iniziativa.

Le immagini devono essere inviate (unicamente on-line) entro il 15 maggio 2010.

Tutte le informazioni sul sito dedicato all'iniziativa.

martedì 23 marzo 2010

Photoshow, Roma

Il prossimo sabato, 27 marzo, se tutto va come programmato dovrei essere al Photoshow di Roma (aperto dal 27 al 29 marzo), "rassegna nazionale di fotografia e immagine digitale".
Ammetto che la mia curiosità è rivolta alla fotografia in 3D: spero di sapervi dire se effettivamente stiamo parlando di un altro mondo (una cosa del tipo "wow, che roba!", e che ne giustifica i costi) o se siamo in presenza di una moda passeggera.
Ci saranno molte altre cose da vedere, lo so; un po' di tempo vorrei dedicarlo ai prodotti "SOHO" ("Small Office / Home Office", non si usa più questo acronimo?) per la stampa fotografica, per il resto improvviserò in base al tempo a disposizione.

lunedì 22 marzo 2010

Fotogiornalismo da tutto il mondo

Per tenere aperti gli occhi (e la mente) su quello che accade attorno a noi, più o meno distante da noi, è on-line il numero 30 di Witness Journal.

In questo numero:
  • Dubai. La vita dei lavoratori immigrati che stanno costruendo Dubai, "una delle capitali del lusso e uno degli epicentri della grande bolla speculativa immobiliare che ha messo in ginocchio l'economia mondiale negli ultimi due anni".
  • Sichuan 7.8 Richter. Il 12 maggio 2008 alle 14:28 una fortissima scossa di terremoti fa tremare la parte montana della provincia del Sichuan, in Cina. Da quel momento si cominciano a contare i morti che ammonteranno a più di 200.000 secondo le stime ufficiose, a meno della metà secondo le stime ufficiali, Contemporaneamente, inizia per i cinesi la ricostruzione.
  • Il popolo Uiguri nello Xinjiang. I fotografi Casey e Gaoni hanno trascorso due mesi nella regione dello Xinjiang a ritrarre la gente uiguri in seguito alle rivolte del luglio 2009. Il governo cinese reprime ogni espressione della loro cultura, rivendicando l'utilità delle repressione in nome del progresso.
  • Aspettando un futuro. Malta è nel mezzo delle nuove rotte dell'immigrazione clandestina. Gli immigrati clandestini presenti sull'isola sono circa 5000: nessuno di loro voleva approdare lì, ma nessuno può andarsene.
  • Clichè. Un reportage da Trento che racconta una notte di controlli di polizia ne confronti degli immigrati, ponendo l'obiettivo sui significati e sulle contraddizioni delle leggi e dei controlli sull'immigrazione nel nostro Paese.
  • Kihefo Orphans Festival. Le immagini di un festival ideato per sensibilizzare la popolazione ugandese sulla piaga dell'AIDS e, in particolare, sul problema degli orfani, che in certe aree del paese raggiunge una percentuale pari al 14 percento della popolazione infantile.
  • Kashmir: dimenticare la Jihad. Negli ultimi anni, all'interno di diversi gruppi politici kashmiri, si stanno radicando sempre di più le istanze vicine al fondamentalismo islamico.
  • Sul ring all'Havana. "Nella testa di tutti il piano è il seguente: allenarsi a Cuba, diventare campione mondiale o olimpico e, alla prima opportunità, fuggire per guadagnare molto all'estero".

World Press Photo 2009, squalificata la fotografia di Stepan Rudik

Dopo il Wildlife Photographer of the Year, anche la giuria del World Press Photo si è trovata a dover valutare, e quindi a squalificare, la fotografia vincitrice del terzo premio nella categoria Sports Features Stories, del fotografo freelance Stepan Rudik.

Il fotografo, infatti, avrebbe "eliminato" un piede dall'immagine fotografata: il contenuto informativo dell'immagine non cambia, ma le regole del concorso prevedevano espressamente che "il contenuto dell'immagine non deve essere alterato". Sul sito PetaPixel è possibile vedere la fotografia "incriminata", prima e dopo il ritocco.

Rudik, in un'intervista al BJP, dice di non poter criticare la decisione della giuria, ineccepibile dal punto di vista formale, ma ritiene di "non aver apportato alcuna modifica sostanziale nè di aver eliminato alcun elemento informativo essenziale".

Vista la fotografia nella versione originale e la foto nella "versione" premiata, la mia impressione è che le "elaborazioni" ammesse abbiano modificato il contenuto informativo della fotografia ben più del particolare che ha portato alla squalifica.

venerdì 19 marzo 2010

Quanti usano la macchina fotografica per girare dei video?

Sempre più le macchine fotografiche digitali offrono l'opportunità di girare anche dei video, ma quanti fotografi utilizzano questa funzione?

Secondo Digital Photography School, il 35% dei partecipanti ad un "sondaggio" (le virgolette sono d'obbligo) sull'utilizzo della macchina fotografica per riprendere video ha risposto che la propria macchina fotografica non è dotata della funzione video. Tra i possessori di macchine fotografiche con funzione video, il 44% ha dichiarato che non riprende mai video, un altro 44% usa regolarmente la funzione video, ed il restante 12% la usa solo occasionalmente.

In altre parole, molto a spanne e a puro titolo indicativo (e sperando che nessun appassionato di statistica ci legga) possiamo dire che:
  • il 35% dei possessori di macchina fotografica non dispone della funzione video;
  • il 29% non usa la funzione video, pur potendo
  • il 29% usa regolarmente la funzione video
  • il 7% la usa occasionalmente.
Ora, sarebbe interessante:
a) sapere quante persone hanno risposto al "sondaggio";
b) avere una spaccatura dei dati relativi all'utilizzo della funzione video sulla base (almeno) della tipologia di macchina fotografica (compatta e reflex). Il vero "salto" di qualità, infatti, è avvenuto con la possibilità di usare sensori più larghi e ottiche intercambiabili, caratteristiche proprie del mondo reflex.


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mercoledì 17 marzo 2010

26 fotografie inedite di Ansel Adams

Sul sito dell'U.S. Department of the Interior è possibile ammirare 26 fotografie inedite di Ansel Adams.

Le immagini fanno parte del lavoro commissionato ad Adams, nel 1941, dall'allora segretario Harold L. Ickes per rappresentare la bellezza del paesaggio americano, il corretto utilizzo delle risorse interne e i cittadini americani (il testo americano parla di "the people we serve", il che la dice lunga). Il progetto dovette fermarsi di lì a poco, in seguito all'attacco giapponese a Pearl Harbor e al conseguente ingresso degli Stati Uniti in guerra.

In questo breve lasso di tempo, Adams riuscì a scattare 200 immagini, realizzate nei luoghi simbolo del paesaggio dell'America occidentale, come il Gran Canyon, il Gran Teton, Roucky Mountain, il parco di Yellowstone, Boulder Dam e i Glacier National Parks.

martedì 16 marzo 2010

7 euro a foto (di Marco Capovilla)

Non stiamo parlando del listino prezzi delle stampe 20x30 di un laboratorio di stampa amatoriale on-line. Sette euro a foto rappresenta il compenso per fotografia previsto dal nuovo, grandioso concorso lanciato da tre prestigiosissimi soggetti (due società private ed un ente pubblico): Fratelli Alinari, il Gruppo 24Ore e il Comune di Milano, oltre al service di stampa di libri digitali Blurb.
Non è uno scherzo, è un ennesimo segnale della tragica realtà che caratterizza la fotografia nel nostro paese. Qui sotto i dettagli, per chi se la sente di continuare a leggere e non accusa già il solito voltastomaco per queste sempre più frequenti iniziative “all’italiana”. [...]
Clicca qui per leggere tutto l'articolo.
Cosa ne penso? Alla larga da queste iniziative!

domenica 14 marzo 2010

Quale obiettivo scegliere per iniziare a fotografare?

Qual è l'ottica migliore iniziare a "dedicarsi seriamente" alla fotografia?

Il primo passo, di solito, è l'acquisto di una macchina fotografica reflex, scelta dopo aver consultato tutti i forum e i siti trovati su internet.
Il passo successivo, di solito, è la scelta dell'ottica: più o meno tutti i gruppi di discussione su internet scrivono che le ottiche "in kit" alla macchina fotografica fanno schifo, che non hanno contrasto e nitidezza e altre amenità varie, e pertanto vanno assolutamente cambiate.

A mio parere, invece, per iniziare a fotografare le ottiche "in kit" vanno benissimo, e questo per una serie di motivi:
  • chi passa alla reflex, di solito, arriva da una compatta, ed è pertanto abituato (spesso senza neppure saperlo) a disporre di ottiche a focale variabile (i cosiddetti "zoom"), come sono tutte le ottiche "in kit";
  • in questa nuova fase è più opportuno concentrarsi ed apprendere le molte nuove opportunità fornite dalla reflex (e mi riferisco sostanzialmente alla possibilità di giocare con i tempi e il diaframma) piuttosto che introdurre un ulteriore elemento di variabilità in relazione alla scelta della focale;
  • è più importante concentrarsi sulla composizione della fotografia, ovvero la disposizione degli elementi all'interno dell'area fotografata, piuttosto che spendere le proprie energie a discutere delle caratteristiche di questa o di quella ottica;
  • l'obiettivo fornito "in kit" si adatta mediamente bene a disparate situazioni di ripresa, dal panorama al ritratto, alla fotografia ravvicinata (ma generalmente non macro) agli oggetti o animali "distanti". Potremo specializzare il parco ottiche una volta capite le nostre preferenze(a fare il contrario si corre il rischio di buttare un sacco di quattrini);
  • i soldi è meglio spenderli in libri di fotografia, per imparare dai fotografi professionisti, piuttosto che in ottiche che difficilmente si sarebbe in grado di sfruttare a fondo.
E poi, quale può essere il passo successivo?
A mio parere, una volta sperimentate le diverse opportunità offerte dalla reflex digitale con il suo "zoom" in kit, il primo acquisto "serio" deve ancora essere l'ottica standard, il vecchio 50 mm.
Perchè? Perchè è un'ottica fissa relativamente poco costosa (a parità di luminosità), obbliga a interagire (avvicinandosi e spostandosi) con il soggetto da fotografare, permette di godere dei benefici e delle opportunità di una grande apertura del diaframma e, generalmente, è piuttosto definita.
A questo proposito, è necessario ricordare che la focale "normale" sulla maggior parte delle reflex digitali è il 30mm che, coeteris paribus, costa un po' di più del 50mm.

E poi?
E poi, il nostro aspirante fotografo ne saprà oramai abbastanza per orientare i propri acquisti senza bisogno di ulteriori consigli!

venerdì 12 marzo 2010

Talent Prize 2010, Premio Arti Visive

Terza edizione per il "Talent Prize", il premio promosso dal gruppo Guido Talarico Editore rivolto a tutti gli artisti italiani che operano nel campo delle arti visive (pittura, scultura, fotografia e video).
I nove finalisti del Talent Prize 2010 potranno esporre la loro opera in uno spazio museale istituzionale di Roma, oltre alla promozione del loro lavoro sulla rivista InsideArt; il vincitore del Talent Prize, oltre a questo, si porterà a casa un "premio acquisto" (non so cosa voglia dire) pari a 10.000 euro.

La partecipazione al concorso è riservata agli artisti residenti in Italia, nati a partire dal 1971, che abbiano avuto, negli ultimi 3 anni, una mostra personale o collettiva presso una galleria o istituzione museale pubblica o privata, nazionale o internazionale.

Tutte le informazioni per partecipare sul sito talentprize.it.

I siti Unesco negli scatti di Luca Capuano

450 fotografie: quasi un'enciclopedia fotografica che Luca Capuano -fotografo specializzato in immagini di architettura e nella ricerca sul paesaggio- ha realizzato per documentare i 44 siti italiani che l'Unesco riconosce tra il Patrimonio mondiale dell'umanità.

Luca Capuano, incaricato di compiere questa ricerca iconografica sul patrimonio artistico ed architettonico italiano, ha scattato migliaia di immagini durante questa riproposizione in chiave contemporanea dei Grand Tour, i viaggi di formazione romantica dei nobili europei che volevano immergersi nelle bellezze d'Italia, durato ben nove mesi: di queste, una selezione di oltre 450 costituisce il nucleo di un'esposizione che nasce dalla "necessità da un lato di produrre una documentazione accurata sullo stato dell'arte dei luoghi facenti parte della Lista in Italia e dall'altro dalla volontà di proporre al pubblico una visione complessiva dello straordinario paesaggio che abbiamo la responsabilità di preservare e capire per poterlo tramandare alle generazioni future come momento di elevata riflessione sull'umanità stessa".

La mostra fotografica sarà a Villa d'Este (Tivoli) dal 13 marzo al 18 aprile 2010.

giovedì 11 marzo 2010

Panasonic DMC-G2 vs Panasonic DMC-G10

Panasonic ha ampliato la sua offerta di fotocamere che adottano lo standard "Micro Four Thirds" presentando, in contemporanea, la Panasonic Lumix DMC-G2, presentata come l'erede della DMC-G1, e la Panasonic Lumix DMC-G10, presentata come la reflex a obiettivi intercambiabili più leggera del mondo.

Panasonic Lumix DMC-G2Panasonic Lumix DMC-G10
Il mio problema è stato quello di trovare delle differenze significative tra le due macchine fotografiche, che condividono (a quanto pare) moltissimi elementi; al punto che mi riesce difficile capire la scelta della Panasonic di proporre due modelli, sulla carta, praticamente identici. Forse, la differenza la farà la politica dei prezzi, ma per questo staremo a vedere.

Torniamo a noi: quali sono le differenze tra la Panasonic Lumix DMC-G2 e la Lumix DMC-G10? Io ho trovato queste:
  • Modalità video: la DMC-G2 offre, oltre alla registrazione in formato QuickTime Motion JPEG, il formato di registrazione ad alta definizione AVCHD (Advanced Video Codec High Definition) Lite;
  • Mirino: entrambe adottano un mirino elettronico, ma la risoluzione della DMC-G2 (1.440.000 punti) è nettamente superiore a quella della DMC-G10 (202.000 punti), oltre ad offrire un maggiore ingrandimento (1.4x contro 1.04x);
  • Monitor LCD: quello della G2 è orientabile ed è touch screen, quello della G10 è fisso (per il resto sono identici);
  • Peso: le dimensioni sono le stesse, ma la Lumix DMC-G10 è più leggera (336 grammi, il solo corpo senza batteria, contro 371).
In definitiva, l'unica differenza rilevante per un fotografo è la maggiore risoluzione del mirino elettronico della Lumix DMC-G2; le altre differenza non mi sembrano, onestamente, rilevanti. In attesa, come detto, di vedere il loro prezzo.

mercoledì 10 marzo 2010

Salviamo il fotogiornalismo (i)

Via Fotografia e Informazione.
Ai direttori di Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, Il Giornale
Ai CDR di: Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, Il Giornale

Siamo fotogiornalisti italiani, ci rivolgiamo a voi ritenendo che non sia più rinviabile l’affrontare il degrado che colpisce la nostra professione.
La continua corsa al taglio dei costi da parte degli amministratori delle case editrici, basata sulla strana idea che economia di mercato voglia dire “spendere il meno possibile” e non “spendere il necessario per avere un prodotto migliore della concorrenza”, ha innescato un processo in cui la concorrenza sleale e il dumping sono premiati. Il livello che hanno raggiunto i prezzi delle fotografie che sono pubblicate sui giornali è talmente basso che può essere sostenuto solamente da agenzie che non pagano i collaboratori, che usano manodopera subordinata senza inquadrarla seguendo le norme di legge, che usano, pagando in nero, pensionati, studenti e dopolavoristi. Tutti gli altri lavorano in perdita.
Il meccanismo dei prezzi, strutturato come se le fotografie fossero una normale merce e non una parte fondamentale del giornale, penalizza l’informazione di qualità ed ha sottratto, a voi per primi, la possibilità di decidere basandosi su un criterio giornalistico cosa va in pagina.
Abbiamo già investito l’OdG e la FNSI delle problematiche inerenti i rapporti contrattuali tra giornali agenzie e fotografi, quello che vogliamo invece far presente a voi è che non si tratta solo di una questione di costi. Nessuno di noi fa sempre foto da un euro o da cento. Quello che stabilisce il valore di una foto è il contenuto giornalistico. Anche rimanendo costante il budget annuale l’introduzione di una tariffazione che tenga conto dell’uso che viene fatto dell’immagine e dell’importanza del contenuto ristabilirebbe un minimo di legalità lavorativa e tornerebbe a premiare la professionalità di chi opera sul campo. Non è superfluo notare che il criterio sopra descritto è quello usato in tutti i paesi con una stampa libera dove, pur in presenza di una crisi del sistema, non assistiamo alla completa distruzione di un settore dell’informazione.
In quanto titolari dei diritti di riproduzione delle nostre immagini, qualunque sia l’agenzia che ci rappresenta, pensiamo che ci debba essere una completa ridefinizione dei criteri che regolano i rapporti economici tra fotogiornalisti e editori.
Siamo certi di avervi al nostro fianco in questa battaglia per ristabilire la dignità e ridare qualità ad una parte tanto importante dell’informazione.
Seguono le firme di decine di fotogiornalisti

Irene Kung al Forma di Milano

Auditorium di Roma, fotografia di Irene Kung
Fortunati i milanesi che, dal 12 marzo al 11 aprile 2010, potranno ammirare le fotografie di Irene Kung al Forma, Centro Internazionale di Fotografia.

martedì 9 marzo 2010

Il safari fotografico di Greg du Toit

Un amico, peccato solo (per lui) che sia nikonista, mi ha segnalato queste splendide fotografie di Greg du Toit; leoni e facoceri ripresi da un punto di vista piuttosto inusuale.
E, infatti, per scattare queste foto Greg du Toit ha trascorso 270 ore immerso in una pozza di acqua, in attesa che gli animali venissero ad abbeverarsi.

In questo modo, però, oltre a delle bellissime fotografie ha portato a casa anche una ricca collezione di parassiti africani.

venerdì 5 marzo 2010

Testimoni del nostro tempo, i fotografi italiani premiati al World Press Photo

"Ma com'è che tutti me chiedono l'Europeo oggi?"

Questa domanda dell'edicolante mi ha fatto piacere: questo numero speciale de L'Europeo (n. 3, marzo 2010) è appena arrivato in edicola e già (non sono neppure le nove di mattina) viene richiesto.

Ed è di sicuro un numero da non perdere: raccoglie le fotografie e le testimonianze di tutti i fotografi italiani premiati al World Press Photo dal 1965 ad oggi.

giovedì 4 marzo 2010

5 fotografie interessanti

Cinque fotografie che, per diversi motivi, mi hanno colpito:

1) un bellissimo panorama notturno di Miami nella fotografia di David Drebin. Impagabile la presenza della donna che si sporge dal balcone.
Miami, © David Drebin


2) l'accalcarsi della folla nel bianconero di Alexey Titarenko.
Untitled (Variant Crowd 2), 1993, © Alexey Titarenko


3) una stazione di servizio notturna nel bianco e nero di Toshio Shibata. Il fatto è che i distributori di benzina esercitano su di me un fascino particolare


4) la placida forza dell'acqua e del ghiaccio in questa fotografia di Olaf Otto Becker
River 1, 07/2007, Position 13 - © Olaf Otto Becker


5) un disgustoso (e per questo irresistibile) e macabro mozzar di colli in questa natura morta di Vera Mercer
Head and Foot, Omaha 2009, © Vera Mercer

Torniamo a parlare di fotografia...

Torniamo a parlare di fotografia o, più precisamente, di strumenti per la "camera chiara".
Ho appena scaricato VirtualPhotographer, un plug-in per Photoshop (ed altri programmi di fotoritocco) prodotto da optikVerve Labs e del quale ho letto un gran bene.

Il download è gratuito, e l'installazione rapidissima.

La prima impressione non è straordinaria: mi sembra un riepilogo delle potenzialità di Photoshop, con un minore controllo da parte dell'utente. Però Nitsa, che di manipolazione fotografica se ne intende ben più di me, ne parla bene... credo quindi che mi applicherò con maggiore serietà, e poi vi farò sapere.

Scusatemi se non vi parlo di fotografia...

Scusatemi se non vi parlo di fotografia in questo post.

Sulla e-mail mi è arrivata la segnalazione di un nuovo blog di fotografia, "Camera Lucida". Dietro c'è Contrasto, quindi -tutto sommato- ritengo valga la pena visitarlo.

Purtroppo il primo post in cui mi imbatto, "Gli UFO? Solo nella pubblicità", di fotografia parla solo di striscio, e se lo fa è per affermare che "la fotografia (o il video) non dice necessariamente la verità". Wow, e nell'anno 2010 bisognava scomodare Contrasto per arrivare a tanto?

Ma tant'è, proseguo solo per arrivare a leggere questa affermazione "Curioso che madonne piangenti e santi appaiano sempre a pastorelli sperduti nelle comunità rurali più reazionariamente cattoliche...".

Caro Federico (autore dell'articolo), non ti commento sul blog perchè dovrei iscrivermi, cosa che mi guardo bene dal fare. Però, prima di scrivere e di ironizzare, vedi almeno di documentarti un po'; in alternativa, limitati a cercare di scrivere di fotografia, magari con qualche spunto un po' più originale (è il blog di Contrasto, suvvia, non un bloggettino personale come questo mio).

A tutti gli altri che non si chiamano Federico Della Bella chiedo scusa per questa digressione, e da subito torno a scrivere di fotografia.

martedì 2 marzo 2010

La giornata di una modella

Incredibile a dirsi, ma il Corriere on-line è riuscito a pubblicare un fotoreportage degno di questo nome.

Mi riferisco al servizio "La giornata milanese di Karine", del fotografo di moda Settimio Benedusi: 39 foto che accompagnano la modella nella sua giornata, dal risveglio alla sera, con le lunghe attese per i casting o i 5 minuti di sonno, accovacciata sul pavimento, prima di una sfilata. Una vita molto diversa da quello che molte ragazzine possono sognare.

Qui puoi leggere anche un commento dell'autore al suo reportage.

lunedì 1 marzo 2010

Biographical Landscape, in mostra a Roma le fotografie di Stephen Shore

Stephen Shore, Second Street, Ashland, Wisconsin, July 9, 1973Second Street, Ashland, Wisconsin, July 9, 1973 © Stephen Shore

Biographical Landscape. Fotografie di Stephen Shore 1969 –1979
26 Febbraio - 25 Aprile 2010
Museo di Roma in Trastevere
Orario: Martedì-domenica ore 10.00-20.00

Biographical Landscape, è una mostra che che offre l’opportunità di rivisitare -attraverso oltre 160 fotografie- l’importante lavoro svolto da Stephen Shore, uno tra i più rilevanti e influenti fotografi americani della seconda metà del secolo.

La mostra è divisa in tre sezioni. Nella prima sezione le fotografie dal 1973 sono associate a presentazioni parziali di American Surfaces (1972), riviste e arrangiate come nella prima esposizione avvenuta nel 1972 a The Light Gallery. Nel 1973 Shore passò dalla fotocamera 35mm, utilizzata per American Surfaces, al banco ottico. Questa sezione della mostra si concentra sul lavoro di Shore influenzato dalla Pop Art americana ed include la collezione privata di cartoline dell’artista, l’edizione di cartoline di Amarillo in Texas e la collezione di fotografie emerse con evidenza in All The Meat You Can Eat, una mostra curata da Shore nel 1972.

Il periodo dal 1974 al 1976 è rappresentato da una serie di 25 fotografie, tutte appartenenti al lavoro Uncommon Places. Tra il 1974 ed il 1976 Shore sviluppa un approccio formale alla realtà, concentrandosi su prospettive lineari. In questa fase rappresenta in primo piano gli elementi biografici, non solo attraverso i titoli dei lavori, dei quali prende nota meticolosamente, ma registrando anche, durante tutto il progetto, la loro realizzazione nel tempo e nello spazio: la posizione assunta da Stephen Shore nei paesaggi che rappresenta va a definire molto precisamente il punto focale delle immagini stesse. Le fotografie sono esposte in modo tale da mostrare il punto di vista del fotografo e quello del visitatore, i quali incrociandosi vanno a collimare nello stesso punto prospettico.
Nei lavori dopo il 1976, Shore ha un approccio diverso alla fotografia panoramica. Il gruppo di 21 fotografie introduce alla terza fase di Uncommon Places, caratterizzata dall’assenza di punti focali o punti prospettici. Ritraendo la fotografia in una superficie di tipo murale, Shore indica la realtà aldilà della visione fotografica.

Nel 1980 Shore si trasferisce in Montana e comincia a fotografare i panorami con un approccio di tipo classico, molto differenti da quelli rappresentati in Uncommon Places. Concettualmente, queste fotografie mostrano profondamente la negazione della prospettiva che Shore sapientemente articola nella fase finale di Uncommon Places.

L’interpretazione del lavoro di Shore in relazione ai periodi artistici, come i lavori di Ed Ruscha o di On Kawara, aiuta a comprendere ulteriormente il suo lavoro come un processo in evoluzione volto alla ricerca di un’identità. Mettendo in relazione i processi di costruzione di differenti individualità artistiche nella pratica fotografica, questa esposizione, Biographical Landscape: The Fotografie di Stephen Shore 1969–1979, cerca di trovare nuovi significati al lavoro di Shore e di stabilire un’accurata comprensione della fotografia come istituzione sociale.

La pubblicazione è stata edita originariamente dalla Fondazione Aperture nel 1982 ed è rimasto per molto tempo fuori catalogo. La nuova versione è intitolata Uncommon Places: The Complete Works – collezione definitiva dei lavori originali, molti dei quali mai pubblicati né esposti – è stata presentata nella primavera del 2004 dalla Fondazione Aperture in un’edizione rivisitata. La mostra coglie l’occasione di questa pubblicazione per esaminare le interrelazioni del lavoro di Shore dal 1968 al 1993 includendo il lavoro Biographical Landscape.


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