giovedì 2 settembre 2010

Come simulare i colori della Velvia con Photoshop

Ultimamente inizia ad arrivarmi qualche richiesta su come simulare i colori della Fuji Velvia con Photoshop.

Forse ai giovanissimi, fotograficamente cresciuti nell'era digitale, il nome "Velvia" dice poco: la Velvia è una pellicola diapositiva apparsa sul mercato nel 1990, e subito amata da molti professionisti e fotoamatori per la riproduzione "fedele e luminosa dei colori".
A dire il vero produceva, in realtà, fotografie dai colori piuttosto saturi (il che non era apprezzato proprio da tutti) con una grana molto fine (da qualche parte ho letto che "le pellicole Velvia sono note per l'altissima risoluzione; una foto scattata con un obiettivo di qualità e pellicola Velvia può avere una risoluzione corrispondente a più di 25 megapixel", per quanto questa informazione possa valere). Per queste caratteristiche, e per la sensibilità nominale di 50 ISO, venne presto adottata quale pellicola di riferimento per la fotografia naturalistica.
E anch'io, all'inizio del mio percorso di "foto amatore", la utilizzai spesso, impostandone la sensibilità a 40 ISO (avevo letto che alcuni professionisti facevano così, ed io volevo imitarli) e spendendo una barca di soldi per acquistarla.

Credo che nella mente di molti sia rimasta la nostalgia per i colori splendidi della Velvia, e desiderino, pertanto, ricrearne oggi l'effetto con Photoshop.
Beh, è sufficiente fare una rapida ricerca su internet per trovare una miriade di azioni e plug-in che consentono di simulare l'effetto della Velvia con Photoshop. Tra i tanti, vi segnalo "TLR Digital Velvia" (è un po' vecchiotta, ma essendo un'azione dovrebbe funzionare bene anche con le ultime versioni di Photoshop CS, ed è gratuita) e il plug-in "Velvia Vision", disponibile per PC e MAC a 24,90$.

Però, mi permetto di osservare che questi sono strumenti che si limitano a simulare una delle caratteristiche della Velvia (la saturazione dei colori, mentre la finezza della grana, ad esempio, non può essere riprodotta, né la resa dei contrasti, che dipende dalle condizioni del file d'origine): perché desiderare, quindi, una copia imperfetta quando si può avere un originale?
E' sufficiente uscire di casa, acquistare un rullino Velvia, caricare la macchina fotografica analogica che abbiamo dimenticato in qualche borsa e scattare. Che ne dite, si può fare?

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