In un fotoreportage le qualità estetiche ed informative della fotografia dovrebbero andare di pari passo. Il condizionale, purtroppo, è d'obbligo perchè raramente, oggi, è così.
Straordinaria eccezione a questa mediocrità imperante sono i lavori di Tatiana Cardeal; non vi voglio tediare con la sua biografia (chi vuole saperne di più può dare un'occhiata qua o leggersi questa esauriente intervista), ci basti sapere che è una ragazza brasiliana di San Paolo, che ha alle spalle un passato come graphic designer ed art director di importanti riviste e che, ha un certo punto, ha deciso di dedicarsi completamente alla fotografia "sociale".
Tra i suoi lavori (un assaggio delle sue fotografie lo potete trovare qui sotto, per il resto c'è il suo sito web) il mio favorito, sicuramente, è il reportage sull'occupazione del "Prestes Maia" e, tra quelli premiati di recente, segnalo la selezione di ritratti dalla serie "Indigenous Festival (Brazilian Nations)", che ha ricevuto nel settembre 2009 il Documentary Award nell'ambito dello Humanity Photo Awards.
Straordinaria eccezione a questa mediocrità imperante sono i lavori di Tatiana Cardeal; non vi voglio tediare con la sua biografia (chi vuole saperne di più può dare un'occhiata qua o leggersi questa esauriente intervista), ci basti sapere che è una ragazza brasiliana di San Paolo, che ha alle spalle un passato come graphic designer ed art director di importanti riviste e che, ha un certo punto, ha deciso di dedicarsi completamente alla fotografia "sociale".Tra i suoi lavori (un assaggio delle sue fotografie lo potete trovare qui sotto, per il resto c'è il suo sito web) il mio favorito, sicuramente, è il reportage sull'occupazione del "Prestes Maia" e, tra quelli premiati di recente, segnalo la selezione di ritratti dalla serie "Indigenous Festival (Brazilian Nations)", che ha ricevuto nel settembre 2009 il Documentary Award nell'ambito dello Humanity Photo Awards.



Per tutte le foto © Tatiana Cardeal

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