giovedì 30 aprile 2009

Formati del fotogramma (i)

Pensiero lampo:
  • detesto il formato 3/4 delle digitali compatte;
  • mi piace il classico 2/3 che le 35 mm ci hanno lasciato in eredità;
  • adoro il formato quadrato (e in particolare le diapositive a colori medioformato 6x6).
In generale, trovo rischioso il ricorso al formato panoramico (o simil-panoramico), a meno che non sia usato con grande maestria come in questa bellissima fotografia che ci accoglie nel sito di Marco Signorini.

Recensione del libro "Un'autentica bugia - La fotografia, il vero, il falso" di Michele Smargiassi

Segnalo, sul sito "Fotografia & Informazione" la bella recensione di Federico Della Bella del libro "Un'autentica bugia - La fotografia, il vero, il falso" di Michele Smargiassi (318 pagine, 114 fotografie in bianco e nero, ed. Contrasto, 19,90 euro).

mercoledì 29 aprile 2009

Fotografie del terremoto (e etica del fotogiornalista)

Sul blog di Danx, a poche ore dalle scosse di terremoto che hanno sconquassato il cuore dell'Abruzzo, si è avviata una discussione sui reportage (fotografici e televisivi) dalle zone più colpite dal sisma e sull'opportunità, o meno, di soffermarsi sulle immagini dei morti e delle persone cui il terremoto aveva portato via ogni cosa.

La critica mossa dal blogger è riassunta in questa sua frase: "[...] Detto questo, che bisogno c'è, guardando giornali online e giornali in tv, di inquadrare la gente che soffre, la gente che lavora sotto le macerie, le bare e tutto quanto??? [...]", critica che richiama immediatamente alla memoria una discussione simile avuta in passato con Sandro Iovine, cui rimando chi vuole ulteriori spunti sul rapporto tra etica e fotogiornalismo.

Tutto questo per segnalarvi, oggi, invece un buon foto-reportage di Massimo Cristaldi. Il soggetto è sempre il terremoto, in questo caso -però- quello che colpì duramente la Valle del Belice nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968: "6.3 richter, 370 morti, 70.000 sfollati. Poggioreale, Gibellina, Salaparuta, Salemi, Menfi ed altri paesi distrutti o gravemente dannegiati", ricorda il fotografo nella sua breve e incisiva presentazione, prima di proiettarci in 18 scatti dedicati alla Poggioreale di allora, che rimase completamente distrutta.

Aggiornamento del 20 maggio: del rapporto tra etica e fotogiornalismo, con specifico riferimento ai fotoreportage del terremoto in Abruzzo, si discute anche sul sito dei "Fotoreporter Professionisti Associati" (Etica e fotogiornalismo, di Giuseppe Giglia)

giovedì 23 aprile 2009

Come si diventa fotografo professionista

Dall'articolo "Notes from the VisCom Classroom: Getting Down to Business" (ovviamente in inglese) di David Weintraub è possibile ricavare qualche suggerimento, utile per chi sogna di intraprendere la carriera di fotografo professionista.
E' anzitutto interessante notare che David, mentre illustra il programma per il corso "Freelancing for Creative Professionals" che avvierà all'University of South Carolina’s School of Journalism and Mass Communications, praticamente non cita in alcun modo la fotografia:
Ecco cosa ho pianificato per le nostre 28 lezioni. Parleremo della gestione delle piccole imprese e del lavoro indipendente, e identificheremo le caratterisitche dell'imprenditore di successo. Gli studenti apprenderanno le diverse caratteristiche delle piccole attività imprenditoriali, dei rapporti di collaborazione e delle cooperative. Analizzeremo le differenti fonti d finanziamento utili per avviare una piccola attività. Gli studenti apprenderanno l'importanza di redigere un business plan, di creare un portfolio professionale, e strategie di marketing, di auto-promozione e di pubblicità.

Studieremo differenti tecniche di vendità e gli strumenti per acquisire e trattenere i clienti. Gli studenti impareranno a stabilire le proprie tariffe, a trattare con i clienti, e a determinare i costi fissi, le spese fatturabili, e margini di guadagno realistici. Affronteremo gli aspetti legali ed etici legati alla gestione di una piccola impresa, incluso il copyright delle immagini e la registrazione del marchio, e altri aspetti quali la gestione del tempo, la programmazione delle attività, gli aspetti fiscali e tributari, le licenze necessarie, le forme assicurative e la gestione dei collaboratori. Il progetto finale consisterà nella redazione di un piano di business dettagliato relativo all'attività che intendono avviare.
Interessante, no? Tutto questo mi ricorda le parole di Paul Burwell che, nel suo post "5 misconceptions about professional freelance photography", scrive:
[...] quello che molte persone non capiscono dell'attività di fotografo reelance è che ci sono un sacco di altre cose da fare, oltre a fotografare. Essere un fotografo freelance significa che devi gestire la tua attività. Il che significa che, come ogni altra attività professionale, devi prestare molta attenzione a tutte quelle cose noiose che si chiamano marketing, contabilità e promozione.
Parlando del mio caso, sono fortunato se passo più del 20% del mio tempo a scattare fotografie. Il resto del tempo lo dedico al mio blog, a scrivere articoli, ad aggiornarmi sulle novità del settore, ad insegnare, a elaborare e spedire i miei scatti, a escogitare nuovi sistemi per promuovere la mia attività, a tenere i conti, a sollecitare i pagamenti etc. etc. etc."

mercoledì 22 aprile 2009

Tulipani blu elettrico

L'ultima foto l'avevo postata più di un mese fa, il 17 marzo scorso. Questa è una rielaborazione della fotografia "tulipani rosso fuoco", ottenuta lavorando con il miscelatore canali in Photoshop CS3.

martedì 21 aprile 2009

Il Premio Pulitzer 2009 e le fotografie premiate

Ieri, 20 aprile 2009, sono stati annunciati i vincitori del premio Pulitzer 2009, che celebra l'eccellenza nel campo del giornalismo (e delle arti) sin dal 1917: i fotografi premiati quest'anno sono Patrick Farrell (The Miami Herald) e Damon Winter (The New York Times).

Patrick Farrell è stato premiato, nella sezione "Breaking News Photography", per il suo reportage sulle conseguenze dell'uragano Ike che, con altre tempeste tropicali, causò una catastrofe umanitaria nell'isola di Haiti. Potete vedere le immagini premiate qui.

Damon Winter, con il suo reportage sulla campagna presidenziale di Barack Obama, si è invece aggiudicato la sezione "Feature Photography". Potete vedere le fotografie di Damon Winter qui.


Vedi anche:

lunedì 20 aprile 2009

Acquistare una stampa delle fotografie di LIFE

logo della rivista LIFENon è una novità che è possibile consultare on-line lo sterminato archivio fotografico della rivista LIFE; le fotografie, classificate per argomento (people, places, events, sports, culture) e per anno, sono disponibili in una risoluzione molto buona per la visualizzazione a video (ma, ovviamente, non per la stampa) e possono essere utilizzate liberamente per gli usi non commerciali.

Quello che, forse, a qualcuno è sfuggito è che è anche possibile acquistare una copia delle fotografie preferite; accanto ad ogni fotografia, sotto il logo LIFE, si trova il link Buy framed image che rimanda ad una pagina con un'anteprima dell'immagine incorniciata (è possibile, generalmente, scegliere tra due diverse dimensioni/orientamenti), l'indicazione delle caratteristiche della montatura e della stampa ed il prezzo di acquisto (generalmente inferiore ai 100$).

Tra tutte le fotografie disponibili, vi propongo la mia preferita: è uno scatto datato 1948 dell'immenso Eugene Smith, che dedicò diverse settimane per documentare la vita di un "dottore di campagna", il dottor Ernest Ceriani.
Fotografia di Eugene Smith del dottor Ceriani dopo un intervento chirurgicoIl dottore è qui ritratto in un momento di riposo dopo taglio cesareo d'urgenza: Eugene Smith è riuscito -e per questo adoro questa fotografia- a rendere pienamente la spossatezza del medico, spossatezza che risassume perfettamente la tensione dell'intervento e la tristezza per il suo esito.

venerdì 17 aprile 2009

Travel Photographer of the Year 2009

Dal 2003, per iniziativa del fotografo Chris Coe, il concorso "Travel Photographer of the Year" premia i fotografi di viaggio e da visibilità alle migliori fotografie di viaggio.
Per partecipare all'edizione del 2009 è necessario inviare una o più foto, secondo le modalità comunicate sul sito, entro il 22 settembre 2009.

PS: se il vostro credo non è "l'importante è partecipare", dovete dare un'occhiata ai premi del concorso.

giovedì 9 aprile 2009

Delle fotografie di Luigi Ghirri

Mi scrive Ena:
"ho di recente discusso animatamente di Luigi Ghirri con tuo fratello.
Tu che ne pensi di lui?"
Che ne penso, io, di Luigi Ghirri?
Penso che abbia realizzato quello che lui stesso scrisse su di una sua fotografia nel 1981:
"... chiunque possieda un apparecchio fotografico, anche il più modesto, potrà pervenire, talvolta, a grandi risultati, d'arte, di poesia."
Certo, nella sua enorme produzione fotografica (interessante il catalogo di oltre 700 fotografie realizzato dalla Biblioteca Panizzi e da Palazzo Magnani) ci sono fotografie che prediligo ad altre, ed alcune (poche) che proprio non capisco, ma a Ghirri invidio l'incredibile capacità di vedere l'arte nei paesaggi (o meglio, negli ambienti) quotidiani.

Ancora, cosa gli invidio? Il senso del ritmo, delle proporzioni e degli equilibri, talmente innato -nelle sue fotografie- che non lo noti finchè non ti trovi a domandarti "ma cosa rende questo ambiente (o situazione) così banale una fotografia così speciale?". Talmente innato che le nozioni di Kandinskij sulle forme geometriche o di Henri Cartier-Bresson sulle proporzioni mi diventano, finalmente, chiare.

Ecco, questo penso di Ghirri; e tieni presente che la metafisica, genere cui di solito si tende ad associare Ghirri, in pittura non mi dice quasi nulla e che, in fotografia, la mia predilezione è per il reportage.
A questo punto, però, mi piacerebbe sapere di cosa avete discusso voi due.

PS: la biografia di Luigi Ghirri, se proprio vi interessano biografie e elenchi di macchine fotografiche possedute, la potete trovare su wikipedia; un approfondimento più interessante lo trovate invece su "fotologie". La vostra opinione sulle sue fotografie, invece, la potete lasciare nei "commenti" qui sotto.

giovedì 2 aprile 2009

Due fotoreporter, James Nachtwey e Jason P. Howe

La lettura dell'articolo "As Long as There Is Passion, There Will Be Great Photojournalism" è l'occasione per ritornare a a vedere i lavori di due fotoreporter contemporanei che ammiro molto: il già citato James Nachtwey e Jason P. Howe.

Due profili piuttosto diversi, per età (del 1948 il primo, del 1971 il secondo) e nazionalità (americano l'uno, inglese l'altro), accoumunati dalla fortissima personalità che riescono ad esprimere nelle proprie fotografie.

Da vedere.