Rimando subito a wikipedia chi è alla ricerca di una definizione di pinhole (o foro stenopeico, in italiano).
Chi invece è incuriosito da questo procedimento fotografico, o è alla ricerca di indicazioni su come realizzarsi in casa una macchina fotografica a foro stenopeico, può proseguire nella lettura.
Sul sito della Nital è disponibile un'esauriente guida alla fotografia stenopeica, Pinhole: istruzioni per fotografare senza obiettivo, sottotitolata (forse un po' pomposamente) "Teoria e pratica della fotografia con foro stenopeico su pellicola e in digitale".
Pomposità o meno dei titoli a parte, questo lungo articolo di Gerardo Bonomo accompagna l'avventuroso lettore nella realizzazione di un pinhole fatto in casa, partendo dal classico cartoncino forato con uno spillo e proseguendo con successivi miglioramenti fino ad arrivare ad un lamierino innestato in un tubo di prolunga.
L'articolo (corredato da numerose fotografie che mostrano i risultati dell'esperimento, e li confrontano con quelli ottenibili da altri prodotti reperibili in commercio) è, tuttavia, interessante anche per chi (come me) è in generale appassionato di fotografia, anche se non penserebbe mai di fotografare con un foro stenopeico nè, tantomeno, di provare a realizzarne uno artigianalmente.
Per rendere conto dell'esaustività della guida ne riporto l'indice degli argomenti trattati:
Chi invece è incuriosito da questo procedimento fotografico, o è alla ricerca di indicazioni su come realizzarsi in casa una macchina fotografica a foro stenopeico, può proseguire nella lettura.
Sul sito della Nital è disponibile un'esauriente guida alla fotografia stenopeica, Pinhole: istruzioni per fotografare senza obiettivo, sottotitolata (forse un po' pomposamente) "Teoria e pratica della fotografia con foro stenopeico su pellicola e in digitale".
Pomposità o meno dei titoli a parte, questo lungo articolo di Gerardo Bonomo accompagna l'avventuroso lettore nella realizzazione di un pinhole fatto in casa, partendo dal classico cartoncino forato con uno spillo e proseguendo con successivi miglioramenti fino ad arrivare ad un lamierino innestato in un tubo di prolunga.
L'articolo (corredato da numerose fotografie che mostrano i risultati dell'esperimento, e li confrontano con quelli ottenibili da altri prodotti reperibili in commercio) è, tuttavia, interessante anche per chi (come me) è in generale appassionato di fotografia, anche se non penserebbe mai di fotografare con un foro stenopeico nè, tantomeno, di provare a realizzarne uno artigianalmente.
Per rendere conto dell'esaustività della guida ne riporto l'indice degli argomenti trattati:
- La scoperta del foro stenopeico
- Pinhole autocostruito in cartoncino sul bocchettone
- Pinhole autocostruito in cartoncino nel box specchio
- Pinhole autocostruito in cartoncino usando un tubo di prolunga
- Pinhole autocostruito in metallo usando un tubo di prolunga
- Il pinhole e la compatibilità con i formati 24x36mm, FX e DX
- Altri pinhole
- Sul campo
- Bianco e nero o colore?
- Dal colore al bianco e nero alla stampa su cartoncino artistico
- Pinhole e infrarosso digitale
- Pinhole e infrarosso su pellicola
- Coerenza di focale tra pinhole e obiettivi
- Il pinhole... a mano libera
- Conclusioni e gallery
- Tabella dei diametri pinhole in base alla lunghezza focale
A me, e lo scrivo qui in fondo, così in pochi dei già pochi lettori lo leggeranno, rimane un dubbio: perchè fotografare con una tecnica che assicura immagini poco nitide, con poco o nessun controllo sulla composizione dell'immagine (provate a dirmi cosa si fede da un foro stenopeico mente si "inquadra") e richiede tempi di esposizione molto lunghi, o sensibilità (i vecchi "ISO") elevatissime?

3 commenti:
è l'unico modo di fare mosso creativo alla luce del sole. Gia questo è un motivo valido
Ciao Domenico
io ne aggiungerei altri
Anzitutto, ci si riavvicina all'essenza della fotografia: luce, camera oscura e supporto sensibile, senza alcuna mediazione di tecnologia.
Poi, il gusto di sviluppare un'immagine che non si conosce perfettamente a priori, vedendola emergere lentamente dal bagno di sviluppo
Infine, il gusto dell'artigianato, di creare qualcosa e accorgersi che funziona.
E la lista potrebbe continuare...
Ciao
Giovanni
NOn avevo escluso... nulla. Avevo affermato che già quello er aun motivo valido per provarla. Ciao Domenico
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