Ieri sera mi è stata posta la seguente domanda: "Si può fotografare in bianco e nero con la Canon EOS 550D?"
La risposta è sì. Se prendiamo un qualsiasi dépliant della Canon possiamo, infatti, leggere:
«Le impostazioni Picture Style semplificano il controllo in-camera della qualità delle immagini. Esse possono essere paragonate ai diversi tipi di pellicola, ognuno dei quali fornisce un effetto differente. Per ogni pre-impostazione selezionabile, il fotografo controlla nitidezza, contrasto, tono colore e saturazione. Le pre-impostazioni Picture Style applicate alle immagini RAW possono essere riviste con il software Digital Photo Professional Canon.
Le sei preimpostazioni includono: [...]
• Monocromatico – per scatti in bianco e nero con un'ampia gamma di effetti filtro (giallo, arancione, rosso e verde) ed effetti cromatici (seppia, blu, viola e verde).»
Quindi, non solo è possibile scattare (o meglio, registrare l'immagine) direttamente in bianco e nero, ma è possibile simulare l'uso di diversi filtri o viraggi.
Tuttavia, la vera risposta alla domanda dovrebbe essere: è possibile, ma qual è l'utilità di fotografare (o meglio, registrare l'immagine) direttamente in bianco e nero?
E', infatti, molto ma molto meglio registrare l'immagine in formato RAW (senza perdere, quindi, alcuna informazione relativa all'immagine fotografata) e, successivamente, elaborare la fotografia in bianco e nero con un qualsiasi programma di fotoritocco.
giovedì 29 luglio 2010
mercoledì 28 luglio 2010
Fotografare significa...
Ineccepibile, ma così il 90% della mia produzione fotografica (sic) finisce dritta dritta nel cestino (reale o virtuale che sia)."Componete mentalmente l'immagine che cercate prima di puntare la macchina e scattare. Fotografare vuol dire mostrare un punto di vista." (Michael Yamashita)
Ritrovati 65 negativi inediti di Ansel Adams, forse...
Credo sia uno dei colpi che tutti sognano: comperare una scatola da un rigattiere e trovarvi nascosto un tesoro da svariati milioni.
Questa volta sembra che la fortuna sia toccata a tal Rick Norsigian che, nel 2000, acquistò per 45$ da un robivecchi due scatole contenenti dei negativi su vetro. Un amico commentò che le foto ricordavano quelle di Ansel Adams e, stando ai successivi accertamenti, sembra che sia propri così: le 65 lastre su vetro sono state attribuite da un team di esperti al famoso fotografo americano. Oltretutto sembrano essere state scattate negli anni tra il 1919 e il 1930 e sarebbero, quindi, le uniche testimonianze del lavoro di Ansel Adams sopravvissute all'incendio della camera oscura del fotografo nel 1937.
Se così fosse, in questa storia ci sono -infatti- anche gli scettici, il valore dei negativi si aggirerebbe attorno ai 200.000.000 di dollari. Non c'è che dire, un ottimo rendimento!
Potete vedere i negativi in questione qui e leggervi i dettagli della storia sul Daily News o 660News.
Forse, è il caso di iniziare a frequentare i mercatini di antiquariato.
Travel Photographer of the Year
Agosto, per definizione il mese delle ferie, è oramai prossimo.
A quanti hanno già preparato, accanto a pinne e costume o a zaino e scarponi, anche la borsa con l'attrezzatura fotografica, segnalo che al rientro, e fino al 9 ottobre 2010, è possibile inviare le proprie fotografie di viaggio per partecipare al concorso Travel Photographer of the Year.
venerdì 23 luglio 2010
Cosa rende "buona" una fotografia?
Tempo fa domandavo "cosa rende speciale una fotografia"? Il luogo, la luce, la composizione, il soggetto, la tecnica, l'intervento in sviluppo e stampa? Tutte questo più il fattore fortuna?
Ieri, su di una vecchia (2005) intervista a Joel Sartore, fotografo del National Geographic Magazine, pubblicata su reflex.it, ho trovato riproposta la medesima questione: "Cosa rende "buona" una fotografia?"
Al che, Sartore ha risposto: "E' molto semplice: una bella luce, uno sfondo pulito ed un soggetto interessante."
giovedì 22 luglio 2010
Commenti alla nuova Panasonic Lumix DMC-LX5
Ieri ho scritto della delusione delle mie aspettative sulla Panasonic Lumix DMC-LX5, che secondo alcune voci dovrebbe essere venduta negli Stati Uniti a circa 500 dollari.
Oggi, leggendo i commenti alla presentazione del sensore della LX5 sul sito "4/3 rumors", mi accorgo che le mie valutazioni (negative) sulla qualità dell'immagine sono condivise.
Certo, tutti ci riferiamo alle stesse immagini, pubblicate da dpreview, che -come ho già scritto- sono file jpeg ottenuti con una LX5 di pre-produzione. Ma il rumore digitale non è sfuggito a nessuno.
mercoledì 21 luglio 2010
Presentata la Panasonic DMC-LX5
Photokina si avvicina e sembra che i produttori non resistano più alla tentazione di mostrare pubblicamente quanto di buono hanno fatto fino ad ora.
Solo nella giornata di ieri, infatti, Panasonic ha presentato la Lumix DMC-LX5, DMC-FZ100, DMC-FZ45, DMC-FX700 e la DMC-TS10; dal canto suo, Fujifilm ha risposto con la Finepix F300EXR, Z800EXR e S2800HD... che ridda indecorosa di sigle!
Ammetto la mia attesa per la Panasonic DMC-LX5, erede della LX3, per almeno un paio di motivi:
- nel segmento mirrorless Panasonic, con la GF1, ha presentato un prodotto veramente valido. Lecito aspettarsi, quindi, qualcosa di molto interessante anche nel settore delle compatte "di fascia alta";
- ogni tanto mi sfiora l'idea di integrare il corredo fotografico aggiungendo, all'oramai anzianotta reflex, una compatta da portarsi sempre appresso e in grado di fornire una buona qualità d'immagine.
L'annuncio stampa della Panasonic ha buttato benzina sul fuoco del mio interesse, presentando la LX5 come "the ideal camera for capturing professional-quality photos and High Definition (HD) video" e in grado di fornire "stunning, true-to-life images with outstanding resolution and detail", concludendo che "The Panasonic LUMIX LX5 is a unique compact digital camera in that it offers superb image quality along with a super-bright lens and increased creative modes". Mettiamola così: complice anche l'estetica della LX5, che ricorda vagamente una macchina fotografica a telemetro reinterpretata in chiave moderna, ero pronto a discuterne -già questa sera- l'acquisto con mia moglie.
A questo punto vado a caccia delle prime fotografie scattate con la Lumix DMC-LX5, ma solo per convincermi (se ancora ne avessi bisogno) che la LX5 è la compatta che pone fine alle mie ricerche. Ma... quello che ho visto mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca.
Certo, la macchina fotografica è un esemplare di pre-produzione e le fotografie pubblicate sono i "jpeg" così come escono dalla Panasonic; forse le mie aspettative erano troppo alte, o mi ero dimenticato che stiamo parlando, pur sempre, di una compatta con un sensore grande -forse- come un'unghia, ma non ho visto nulla di straordinario rispetto alle concorrenti più accreditate.
Per carità, per il giudizio definitivo -quello che porta a lasciare la carta di credito nel portafogli, o ad appoggiarla sul bancone del negoziante -adesso aspettiamo la produzione vera, e la pubblicazione di qualche file "raw".
Nel frattempo, accetto consigli per una compatta in grado (nei limiti del possibile) di sostituire una reflex digitale.
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