giovedì 14 novembre 2013

rGBphotos cambia indirizzo e trasloca a Mag72

Dopo cinque anni questo blog cambia sede: dall'indirizzo attuale (rGBphotos.info) si trasferisce ad un nuovo dominio: Mag72. Spero che sia un po' più semplice da memorizzare.

Cosa cambia, dal punto di vista pratico?
  • per chi riceve gli aggiornamenti tramite feed, nulla: il feed di rGBphotos riceverà automaticamente tutti gli aggiornamenti da Mag72. Se desiderate, comunque, potete aggiornare il feed con quello nuovo di Mag72;
  • per chi li leggeva sulla pagina Facebook, nulla: la pagina cambierà nome, ovviamente, da rGBphotos a Mag72, ma l'indirizzo rimarrà immutato;
  • per chi era arrivava direttamente su rGBphotos, digitandone l'indirizzo, qualcosa cambia: rGBphotos resterà in vita, e piano-piano reindirizzerò tutti i post sul nuovo sito, ma da questa sera i nuovi post saranno pubblicati  solo su Mag72. Su rGBphotos troverete comunque sempre i link a tutti gli ultimi post pubblicati, per andare automaticamente sul nuovo sito.
E, allora, arrivederci su Mag72, dove si continua a parlare di fotografia e continuerete a trovare aggiornamenti e approfondimenti su questa nostra bellissima passione.

Creatività e i limiti di un super-ego

«Il lavoro creativo, per eccellere, richiede la volontà di assumersi dei rischi, di sperimentare, e di esplorare nuovi territori alla ricerca di grandi idee.
Se il super-ego diventa la norma, si può diventare inflessibili e restii ad assumersi quei piccoli rischi necessari per uscire dal proprio ambiente, nel quale ci si sente sicuri e padrone di se, e lanciarsi anima e corpo nel proprio lavoro.
Molti stazionano nella loro zona di sicurezza, perche preferiscono vivere con l'idea di essere invulnerabili piuttosto che assumersi un rischio e scoprire che hanno dei limiti.»

(Get Over Yourself: How Your Ego Sabotages Your Creativity, di Todd Henry)

lunedì 11 novembre 2013

Olympus PEN E-P5, il parere di chi l'ha provata

L'Olympus PEN E-P5, l'ultima erede di una famiglia di grande lignggio, è stata a lungo attesa e la sua presentazione è stata un successo. Di breve durata, però, rapidamente oscurata dalla Panasonic GX7 prima (date un'occhiata a questo sondaggio), e dalla Olympus OM-D E-M1 poi. Troppo rapidamente dimenticata, secondo me.
Eppure, è una fotocamera ricca di contenuti e di qualità; vale quindi la pena vedere cosa scrivono di lei sul web.


domenica 10 novembre 2013

Regalati "Le luci del fotografo", di Max Angeloni

Copertina del libro Le luci del fotografo, di Max Angeloni
"Possiamo avere la penna più prestigiosa ed elegante al mondo ma senza l’inchiostro non potremo scrivere nemmeno una lettera, così possiamo avere l’attrezzatura più sofisticata e costosa al mondo ma senza la luce non potremmo scattare nemmeno una foto." (Max Angeloni)

Ad un workshop ero fianco a fianco a Max: io ho scattato la mia foto, lui la sua. Il soggetto era il medesimo, le condizioni identiche, le macchine fotografiche molto simili (io la Fuji X-E1, lui la X-Pro1 se non ricordo male), le ottiche uguali, i risultati abissalmente distanti. La differenza stava tutto nell'uso delle luci e delle ombre disponibili. Lì ho capito il valore inestimabile di poter vedere un professionista all'opera.
Così quando ho visto che era stato, finalmente, pubblicato il suo libro ("Le luci del fotografo"), l'ho contattato per chiedergli un po' di materiale per presentarlo anche su questo blog. Sia chiaro, non ho ancora letto questo libro e, quindi, lo presento sulla fiducia: ma è una fiducia che poggia sul fatto che, come detto, ho visto Max all'opera, l'ho visto usare luci e ombre e sono sicuro che ha molto da insegnarmi.

sabato 9 novembre 2013

Raccontare per immagini, ce lo spiega Steve Mc Curry

Cosa significa "raccontare per immagini"? Steve Mc Curry ce lo spiega così:

«Una fotografia di un ragazzo in strada in Nuova Guinea, con un osso nel naso, è interessante da guardare. Ma perché sia ​​davvero una buona fotografia, deve comunicare qualcosa su come è vivere con un osso attraverso il naso. Si tratta di rivelare qualcosa di interessante e profondo sulla condizione umana»
(Visual Story Telling For National Geographic Traveler, di Oded Wagenstein)

OK, ma a questo punto mi verrebbe da chiedere: "Come si rivela qualcosa di interessante e profondo sulla condizione umana?" Domanda da 10 milioni di dollari.

Giovanni B.

venerdì 8 novembre 2013

Humans of New York, a me piace (con buona pace dei rosiconi)

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in questo articolo: "Rant: I’m Tired of ‘White Guy Photography’ Projects", di un tal Nick Vossbrink.

Rant /rænt/: n, invettiva, filippica; vi, sbraitare, strepitare

La capacità di trasudare astio che, a volte, si respira sul web mi infastidisce, quindi ho saltato a piè pari l'articolo. Ma nel corso del medesimo giorno è tornato a galla un altro paio di volte, e quindi alla fine gli ho dedicato 5', forse anche meno.

Screenshot del sito Humans of New York