venerdì 19 marzo 2010

Quanti usano la macchina fotografica per girare dei video?

Sempre più le macchine fotografiche digitali offrono l'opportunità di girare anche dei video, ma quanti fotografi utilizzano questa funzione?

Secondo Digital Photography School, il 35% dei partecipanti ad un "sondaggio" (le virgolette sono d'obbligo) sull'utilizzo della macchina fotografica per riprendere video ha risposto che la propria macchina fotografica non è dotata della funzione video. Tra i possessori di macchine fotografiche con funzione video, il 44% ha dichiarato che non riprende mai video, un altro 44% usa regolarmente la funzione video, ed il restante 12% la usa solo occasionalmente.

In altre parole, molto a spanne e a puro titolo indicativo (e sperando che nessun appassionato di statistica ci legga) possiamo dire che:
  • il 35% dei possessori di macchina fotografica non dispone della funzione video;
  • il 29% non usa la funzione video, pur potendo
  • il 29% usa regolarmente la funzione video
  • il 7% la usa occasionalmente.
Ora, sarebbe interessante:
a) sapere quante persone hanno risposto al "sondaggio";
b) avere una spaccatura dei dati relativi all'utilizzo della funzione video sulla base (almeno) della tipologia di macchina fotografica (compatta e reflex). Il vero "salto" di qualità, infatti, è avvenuto con la possibilità di usare sensori più larghi e ottiche intercambiabili, caratteristiche proprie del mondo reflex.


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mercoledì 17 marzo 2010

26 fotografie inedite di Ansel Adams

Sul sito dell'U.S. Department of the Interior è possibile ammirare 26 fotografie inedite di Ansel Adams.

Le immagini fanno parte del lavoro commissionato ad Adams, nel 1941, dall'allora segretario Harold L. Ickes per rappresentare la bellezza del paesaggio americano, il corretto utilizzo delle risorse interne e i cittadini americani (il testo americano parla di "the people we serve", il che la dice lunga). Il progetto dovette fermarsi di lì a poco, in seguito all'attacco giapponese a Pearl Harbor e al conseguente ingresso degli Stati Uniti in guerra.

In questo breve lasso di tempo, Adams riuscì a scattare 200 immagini, realizzate nei luoghi simbolo del paesaggio dell'America occidentale, come il Gran Canyon, il Gran Teton, Roucky Mountain, il parco di Yellowstone, Boulder Dam e i Glacier National Parks.

martedì 16 marzo 2010

7 euro a foto (di Marco Capovilla)

Non stiamo parlando del listino prezzi delle stampe 20x30 di un laboratorio di stampa amatoriale on-line. Sette euro a foto rappresenta il compenso per fotografia previsto dal nuovo, grandioso concorso lanciato da tre prestigiosissimi soggetti (due società private ed un ente pubblico): Fratelli Alinari, il Gruppo 24Ore e il Comune di Milano, oltre al service di stampa di libri digitali Blurb.
Non è uno scherzo, è un ennesimo segnale della tragica realtà che caratterizza la fotografia nel nostro paese. Qui sotto i dettagli, per chi se la sente di continuare a leggere e non accusa già il solito voltastomaco per queste sempre più frequenti iniziative “all’italiana”. [...]
Clicca qui per leggere tutto l'articolo.
Cosa ne penso? Alla larga da queste iniziative!

domenica 14 marzo 2010

Quale obiettivo scegliere per iniziare a fotografare?

Qual è l'ottica migliore iniziare a "dedicarsi seriamente" alla fotografia?

Il primo passo, di solito, è l'acquisto di una macchina fotografica reflex, scelta dopo aver consultato tutti i forum e i siti trovati su internet.
Il passo successivo, di solito, è la scelta dell'ottica: più o meno tutti i gruppi di discussione su internet scrivono che le ottiche "in kit" alla macchina fotografica fanno schifo, che non hanno contrasto e nitidezza e altre amenità varie, e pertanto vanno assolutamente cambiate.

A mio parere, invece, per iniziare a fotografare le ottiche "in kit" vanno benissimo, e questo per una serie di motivi:
  • chi passa alla reflex, di solito, arriva da una compatta, ed è pertanto abituato (spesso senza neppure saperlo) a disporre di ottiche a focale variabile (i cosiddetti "zoom"), come sono tutte le ottiche "in kit";
  • in questa nuova fase è più opportuno concentrarsi ed apprendere le molte nuove opportunità fornite dalla reflex (e mi riferisco sostanzialmente alla possibilità di giocare con i tempi e il diaframma) piuttosto che introdurre un ulteriore elemento di variabilità in relazione alla scelta della focale;
  • è più importante concentrarsi sulla composizione della fotografia, ovvero la disposizione degli elementi all'interno dell'area fotografata, piuttosto che spendere le proprie energie a discutere delle caratteristiche di questa o di quella ottica;
  • l'obiettivo fornito "in kit" si adatta mediamente bene a disparate situazioni di ripresa, dal panorama al ritratto, alla fotografia ravvicinata (ma generalmente non macro) agli oggetti o animali "distanti". Potremo specializzare il parco ottiche una volta capite le nostre preferenze(a fare il contrario si corre il rischio di buttare un sacco di quattrini);
  • i soldi è meglio spenderli in libri di fotografia, per imparare dai fotografi professionisti, piuttosto che in ottiche che difficilmente si sarebbe in grado di sfruttare a fondo.
E poi, quale può essere il passo successivo?
A mio parere, una volta sperimentate le diverse opportunità offerte dalla reflex digitale con il suo "zoom" in kit, il primo acquisto "serio" deve ancora essere l'ottica standard, il vecchio 50 mm.
Perchè? Perchè è un'ottica fissa relativamente poco costosa (a parità di luminosità), obbliga a interagire (avvicinandosi e spostandosi) con il soggetto da fotografare, permette di godere dei benefici e delle opportunità di una grande apertura del diaframma e, generalmente, è piuttosto definita.
A questo proposito, è necessario ricordare che la focale "normale" sulla maggior parte delle reflex digitali è il 30mm che, coeteris paribus, costa un po' di più del 50mm.

E poi?
E poi, il nostro aspirante fotografo ne saprà oramai abbastanza per orientare i propri acquisti senza bisogno di ulteriori consigli!

venerdì 12 marzo 2010

Talent Prize 2010, Premio Arti Visive

Terza edizione per il "Talent Prize", il premio promosso dal gruppo Guido Talarico Editore rivolto a tutti gli artisti italiani che operano nel campo delle arti visive (pittura, scultura, fotografia e video).
I nove finalisti del Talent Prize 2010 potranno esporre la loro opera in uno spazio museale istituzionale di Roma, oltre alla promozione del loro lavoro sulla rivista InsideArt; il vincitore del Talent Prize, oltre a questo, si porterà a casa un "premio acquisto" (non so cosa voglia dire) pari a 10.000 euro.

La partecipazione al concorso è riservata agli artisti residenti in Italia, nati a partire dal 1971, che abbiano avuto, negli ultimi 3 anni, una mostra personale o collettiva presso una galleria o istituzione museale pubblica o privata, nazionale o internazionale.

Tutte le informazioni per partecipare sul sito talentprize.it.

I siti Unesco negli scatti di Luca Capuano

450 fotografie: quasi un'enciclopedia fotografica che Luca Capuano -fotografo specializzato in immagini di architettura e nella ricerca sul paesaggio- ha realizzato per documentare i 44 siti italiani che l'Unesco riconosce tra il Patrimonio mondiale dell'umanità.

Luca Capuano, incaricato di compiere questa ricerca iconografica sul patrimonio artistico ed architettonico italiano, ha scattato migliaia di immagini durante questa riproposizione in chiave contemporanea dei Grand Tour, i viaggi di formazione romantica dei nobili europei che volevano immergersi nelle bellezze d'Italia, durato ben nove mesi: di queste, una selezione di oltre 450 costituisce il nucleo di un'esposizione che nasce dalla "necessità da un lato di produrre una documentazione accurata sullo stato dell'arte dei luoghi facenti parte della Lista in Italia e dall'altro dalla volontà di proporre al pubblico una visione complessiva dello straordinario paesaggio che abbiamo la responsabilità di preservare e capire per poterlo tramandare alle generazioni future come momento di elevata riflessione sull'umanità stessa".

La mostra fotografica sarà a Villa d'Este (Tivoli) dal 13 marzo al 18 aprile 2010.

giovedì 11 marzo 2010

Panasonic DMC-G2 vs Panasonic DMC-G10

Panasonic ha ampliato la sua offerta di fotocamere che adottano lo standard "Micro Four Thirds" presentando, in contemporanea, la Panasonic Lumix DMC-G2, presentata come l'erede della DMC-G1, e la Panasonic Lumix DMC-G10, presentata come la reflex a obiettivi intercambiabili più leggera del mondo.

Panasonic Lumix DMC-G2Panasonic Lumix DMC-G10
Il mio problema è stato quello di trovare delle differenze significative tra le due macchine fotografiche, che condividono (a quanto pare) moltissimi elementi; al punto che mi riesce difficile capire la scelta della Panasonic di proporre due modelli, sulla carta, praticamente identici. Forse, la differenza la farà la politica dei prezzi, ma per questo staremo a vedere.

Torniamo a noi: quali sono le differenze tra la Panasonic Lumix DMC-G2 e la Lumix DMC-G10? Io ho trovato queste:
  • Modalità video: la DMC-G2 offre, oltre alla registrazione in formato QuickTime Motion JPEG, il formato di registrazione ad alta definizione AVCHD (Advanced Video Codec High Definition) Lite;
  • Mirino: entrambe adottano un mirino elettronico, ma la risoluzione della DMC-G2 (1.440.000 punti) è nettamente superiore a quella della DMC-G10 (202.000 punti), oltre ad offrire un maggiore ingrandimento (1.4x contro 1.04x);
  • Monitor LCD: quello della G2 è orientabile ed è touch screen, quello della G10 è fisso (per il resto sono identici);
  • Peso: le dimensioni sono le stesse, ma la Lumix DMC-G10 è più leggera (336 grammi, il solo corpo senza batteria, contro 371).
In definitiva, l'unica differenza rilevante per un fotografo è la maggiore risoluzione del mirino elettronico della Lumix DMC-G2; le altre differenza non mi sembrano, onestamente, rilevanti. In attesa, come detto, di vedere il loro prezzo.